
“Immaginate un ingegnere che decida di ignorare le leggi della fisica e i calcoli strutturali, costruendo un palazzo che poi inevitabilmente crolla. Se la politica decidesse, con un decreto ‘ad hoc’, di riabilitarlo sostenendo che in fondo le sue erano solo ‘opinioni alternative’ sulla gravità, ci fideremmo mai più di lui? Porteremmo le nostre famiglie ad abitare in altri edifici da lui progettati?
“Immaginate un ingegnere che decida di ignorare le leggi della fisica e i calcoli strutturali, costruendo un palazzo che poi inevitabilmente crolla. Se la politica decidesse, con un decreto ‘ad hoc’, di riabilitarlo sostenendo che in fondo le sue erano solo ‘opinioni alternative’ sulla gravità, ci fideremmo mai più di lui? Porteremmo le nostre famiglie ad abitare in altri edifici da lui progettati? E quale giudizio daremmo a un tribunale che giustificasse il suo operato considerandolo semplicemente ‘non convenzionale’ anziché pericoloso? È esattamente ciò a cui si rischia di assistere di fronte all’ipotesi di riammettere all’esercizio della professione i medici radiati durante l’emergenza pandemica: un cortocircuito istituzionale e deontologico di pari gravità. Qui non siamo di fronte a legittime divergenze di pensiero, ma alla messa in discussione dei principi fondanti di una professione cardine e della sicurezza collettiva. Gli Ordini professionali sono enti sussidiari dello Stato, istituiti a tutela della salute pubblica per garantire che l’attività medica si fondi sul rigore scientifico e sul codice deontologico. La radiazione rappresenta la misura estrema, adottata unicamente a fronte di comportamenti ritenuti del tutto incompatibili con la cura e la salvaguardia dei pazienti”. Così in una lettera all’Adnkronos Salute l’immunologo Mauro Minelli, professore di Nutrizione clinica all’università Lum ‘Giuseppe Degennaro’, interviene sul via libera alla Camera, nel Ddl professioni sanitarie, alla misura che introduce un…
Fonte www.adnkronos.com 2026-11-03 13:31:09

