Un mulino che miscela le materie prime, le polveri che acquistano colore, una macchina che le compatta all’interno di un piccolo contenitore e una tela che imprime il logo sulla superficie. Fino al confezionamento del prodotto che arriverà sugli scaffali. Per scoprire come nasce una cipria compatta non serve questa volta entrare in uno stabilimento: basta raggiungere Palazzo Giureconsulti, nel cuore di Milano. È qui che, in occasione della Milano Beauty Week, è stata allestita la Beauty Factory, una vera e propria fabbrica della bellezza pensata per mostrare al pubblico cosa si nasconde dietro uno dei prodotti più comuni della cosmetica.
“L’obiettivo è far toccare con mano a chi non è addetto ai lavori, ma è un semplice utilizzatore di cosmetici, cosa avviene nelle nostre aziende”, spiega Graziano Fumarola, COO & Procurement di Ancorotti Cosmetics. Quella ricostruita nella storica Sala della Camera dei Notari è infatti “un esempio di ciò che avviene nelle aziende di produzione di cosmetici all’interno del quadrilatero cosmetico lombardo”.
Il viaggio comincia dalle materie prime. Nella prima parte del percorso i visitatori incontrano un grande mulino, una sorta di frullatore industriale nel quale vengono inserite le polveri.
“Vengono frullate ad alta pressione – racconta Fumarola – e otteniamo una polvere colorata”, pronta per passare alla fase successiva. È qui che entra in funzione il macchinario che inserisce e compatta la polvere nel cosiddetto “fondello”, il piccolo supporto destinato a essere collocato nella confezione.
Un passaggio nel quale anche un dettaglio apparentemente estetico racconta la precisione della lavorazione: “Sul macchinario è presente una tela che fa sì che la superficie della polvere abbia un logo”.
Il fondello viene quindi incollato, oppure fissato con un magnete, all’interno del contenitore. A quel punto la cipria è pronta per il confezionamento finale e per entrare nella catena logistica che la porterà fino al consumatore. La Beauty Factory vuole così rendere visibile una parte normalmente nascosta della cosmetica: non soltanto il prodotto che si trova in profumeria, ma la tecnologia, le competenze e la cultura manifatturiera necessarie per realizzarlo. Una filiera che Fumarola definisce “una delle eccellenze delle economie italiana e lombarda” e che presta attenzione anche a una sostenibilità “ambientale e sociale”. Alla fine del percorso la dimostrazione diventa anche un ricordo della Milano Beauty Week: i visitatori possono infatti ritirare la propria cipria compatta e portare con sé il risultato del processo produttivo appena osservato.
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