L’allarme sul caro materiali
lanciato dall’Ance nazionale riguarda da vicino anche la
Calabria, dove la realizzazione delle opere pubbliche
rappresenta una leva essenziale per ridurre il divario
infrastrutturale, sostenere l’occupazione e accompagnare lo
sviluppo del territorio. A sottolinearlo è il presidente di Ance
Calabria, Roberto Rugna, presidente del Consiglio delle Regioni
e vice presidente nazionale dell’associazione guidata da Antonio
Ciucci, che richiama la necessità di un intervento urgente da
parte del Governo per garantire la continuità dei cantieri e
tutelare l’equilibrio economico delle imprese.
“La crescita dei prezzi dei materiali, dei prodotti
energetici e dei carburanti – afferma – sta mettendo sotto
pressione l’intero sistema delle costruzioni. In una regione
come la Calabria, nella quale la realizzazione delle
infrastrutture è decisiva per colmare ritardi storici, non
possiamo permetterci rallentamenti o interruzioni dei lavori”.
produzione e, per alcune grandi opere, soprattutto
ferroviarie, può raggiungere il 40-50 per cento. A pesare sono
in particolare i rincari del bitume, delle materie plastiche,
dei derivati del petrolio e del gasolio, con conseguenze anche
sui costi di trasporto. “Le imprese – prosegue Rugna – non
possono continuare ad anticipare risorse e portare avanti i
lavori senza avere certezza sui tempi delle compensazioni. Non
chiediamo misure assistenziali, ma il riconoscimento di costi
straordinari e imprevedibili che non possono essere scaricati
esclusivamente sugli operatori economici. Ogni rallentamento in
Calabria produce conseguenze più pesanti che altrove perché si
inserisce in un territorio che deve ancora recuperare un forte
deficit di collegamenti e servizi. Fermare o rallentare un
cantiere significa rinviare occasioni di sviluppo, mettere in
difficoltà le imprese e creare incertezza per migliaia di
lavoratori e per l’intera filiera”.
Ance Calabria condivide quindi la richiesta avanzata
dall’associazione nazionale affinché vengano reperite
immediatamente le risorse necessarie a saldare gli arretrati e a
finanziare le compensazioni per il 2026. Occorre, inoltre, una
programmazione pluriennale capace di garantire continuità agli
investimenti anche dopo la conclusione del Pnrr.
“Il settore delle costruzioni – conclude Roberto Rugna – ha
dimostrato di poter sostenere l’economia e l’occupazione. Ora
servono decisioni rapide, regole certe e risorse adeguate. La
Calabria non può perdere il treno degli investimenti né vedere
compromessa, a causa del caro materiali, una stagione di opere
pubbliche attesa da decenni”.
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Fonte www.ansa.it 2026-08-27 14:30:44

