
Non si vede, spesso viene sottovalutato, ma colpisce in silenzio e può cambiare la vita dei bambini, ma anche delle persone più fragili, come gli anziani o di chi convive con patologie croniche, pensate alla broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) o all’insufficienza cardiaca. Sono queste persone che pagano un prezzo elevato in termini di maggiore mortalità correlata alla patologia. Tra i virus respiratori tipici dell’inverno, il virus respiratorio sinciziale (Rsv) rappresenta, a detta degli esperti, una vera e propria minaccia epidemiologica, ma la percezione del rischio resta ancora insufficiente. Ce lo dicono i numeri. In Italia – informa una nota di Gsk – quasi l’80% teme che i virus respiratori possano peggiorare la propria condizione di salute; tuttavia, la medesima percentuale degli intervistati non sa o non è sicuro di sapere cosa sia l’Rsv. Inoltre, quasi una persona su due non ha mai parlato di questa infezione con un medico o un altro professionista sanitario. Un divario informativo che pesa, soprattutto se si considera che il 70% degli adulti italiani con patologie croniche dichiara che i virus respiratori, come l’Rsv appunto, hanno influenzato negativamente la propria salute, la vita quotidiana o quella delle persone vicine. Questi dati emergono da un sondaggio globale condotto da Human8 in 10 Paesi, e promosso da Gsk, in occasione della Rsv Awareness Week (2–8 novembre). Nel nostro Paese sono state intervistate oltre 500 persone adulte che vivono con una o più patologie croniche.
Le conseguenze dell’infezione da Rsv – si legge – possono protrarsi a lungo: circa metà degli intervistati riferisce un impatto sulla salute per almeno un mese dopo l’infezione e circa il 10% dichiara che il recupero ha richiesto oltre un anno o non è ancora completo. L’Rsv può inoltre aggravare patologie preesistenti come asma e Bpco: quasi una persona su tre (31%) ha sperimentato un…
Fonte www.adnkronos.com 2026-11-03 16:09:00

