
Sapevate che nell’ottocento si tassavano neve e romanticismo e che i piccioni viaggiatori erano osservati speciali del governo? Questo e altro dell’Italia pre-repubblicana si può scoprire dagli oltre 30mila provvedimenti abrogati dal governo Meloni: regi decreti, decreti luogotenenziali, decreti del Duce del Fascismo. Una grossa operazione promossa dal Ministro per le riforme e la semplificazione normativa Maria Elisabetta Alberti Casellati che ha spazzato norme che istituivano enti non più esistenti, come banche, casse, società; regolamenti comunali ormai superati; imposte locali non più vigenti; ratifiche di trattati internazionali i cui effetti sono cessati; decreti che modificavano nomi o confini di comuni oggi soppressi o trasformati; atti relativi a lasciti, donazioni, camere di commercio. E spesso leggi curiose e bizzarre, non applicate da decenni ma tecnicamente ancora vive nell’ordinamento. E’ lunghissimo l’elenco degli ‘abrogati’ in nome della certezza del diritto. L’Adnkronos li ha spulciati, provando a dipingere un ritratto dell’Italia che fu.
Il referendum del 1946: quando lo Stato pagava il viaggio per andare a votare
Risveglia un sussulto d’orgoglio l’Italia fiera, unita nel desiderio collettivo di rinascita e riscatto democratico, raccontata dal Regio Decreto Legislativo 25 maggio 1946 intitolato “rimborso delle spese di viaggio e concessione della indennità di missione ai dipendenti statali che si rechino fuori sede per esercitare il diritto del voto per il referendum istituzionale e l’elezione dei deputati all’Assemblea Costituente”, emanato in vista del 2 giugno, giorno del referendum tra Monarchia e Repubblica e della nascita dell’Assemblea costituente, abrogato definitivamente nell’agosto del 2023. E’ il decreto che chiuse il cerchio di una transizione epocale, dal Regno alla Repubblica e che oggi insegna: la democrazia non è un concetto astratto ma una macchina con costi…
Fonte www.adnkronos.com 2026-11-02 16:23:00

