La concezione che la memoria sia ormai qualcosa di unicamente volatile, immateriale, confinato nel flusso continuo di storie digitali destinate a evaporare dalle piattaforme social entro ventiquattr’ore, è uno stereotipo contemporaneo che un nuovo trend urbano punta a ribaltare. Esiste un desiderio profondo e sempre più tangibile di riscoprire il “segreto del cassetto”: quell’angolo privato dove si custodivano i diari cartacei, i ricordi familiari e le poesie scritte a mano nel baule, al riparo dalla sovraesposizione degli schermi.
Questa ricerca di vicinato, di relazioni fisiche e di tempo sospeso trova oggi una risposta concreta nella seconda edizione de Il Mercato dell’Arte, il progetto di residenza e produzione artistica che fino al 23 ottobre trasforma i box inattivi dello storico Mercato del Trullo, a Roma, in veri e propri atelier aperti al pubblico. L’iniziativa, ideata da A.S.A.P.Q. con la cura di Alessandra Muschella, dimostra come la cultura e l’arte contemporanea possano farsi rito quotidiano, innestandosi direttamente tra i banchi della spesa mattutina.
«Il Mercato dell’Arte nasce dal desiderio di risignificare i luoghi del vivere comune, trasformando spazi vuoti, come i box in disuso dei mercati rionali, in luoghi di ricerca unici e non convenzionali, carichi di identità rinnovata dal linguaggio artistico» spiega la direttrice artistica Alessandra Muschella. «Gli artisti selezionati non sono semplici ospiti, ma attivatori del luogo, che attraverso l’interazione quotidiana con i commercianti e gli abitanti del quartiere daranno vita a opere site-specific capaci di raccontare una delle borgate più iconiche di Roma».
Al centro del fenomeno di costume c’è una dimensione fortemente partecipativa. Con La poesia nel cassetto, Mario D’Amico, fondatore dei Pittori Anonimi del Trullo, invita letteralmente i cittadini ad aprire i bauli di casa per recuperare i versi intimi scritti da genitori o nonni. Questi frammenti di vita non andranno ad alimentare i feed virtuali, ma verranno impressi su mattonelle destinate ad abbellire i muri del quartiere. Parallelamente, il percorso dei laboratori a porte aperte tocca linguaggi diversi. Nel progetto Impronte di Maya Parvanova i visitatori imprimono le mani nell’argilla fresca per dare forma a vasi collettivi, mentre la ricerca di Trovatelli della compagnia Divisoperzero assembla vecchi scarti e oggetti dimenticati trasformandoli in sculture sotto gli occhi dei passanti.
A chiudere il cerchio è Ecosistema Mercato del collettivo Molecole, un vero e proprio diario visivo che ritrae volti, merci e storie di chi attraversa quotidianamente quegli spazi. I box del mercato di Via del Trullo 297 rimarranno aperti per accogliere i ricordi e i contributi del pubblico dal lunedì al sabato, dalle 10.00 alle 14.00, fino a venerdì 23 ottobre. La presentazione pubblica delle quattro opere collettive compiute è in calendario per sabato 24 ottobre alle ore 18.00. Un’opportunità per riscoprire il valore della memoria condivisa oltre lo schermo, restituendo fisicità alle relazioni di una comunità.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA

