
21 settembre 2026 | 16.24
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Si è riaccesa oggi a Montecitorio la discussione sulla legge elettorale con una lunga serie di audizioni in prima Commissione affari costituzionali. Solo uomini il ‘parterre’ di auditi convocati in Parlamento, che hanno ravvisato una “parità di genere negata” nel testo al terzo esame alla Camera. L’Adnkronos ha contattato una donna membro del gruppo “leCostituzionaliste”, Lara Trucco, professoressa ordinaria di Diritto costituzionale a Genova esperta in leggi elettorali, che ha commentato: “Lo Stabilicum crea un paradosso di genere: pur favorendo la parità formale nelle liste, penalizza l’effettiva eleggibilità delle donne. L’alternanza e le preferenze non compensano la perdita dei capilista bloccati e il bilanciamento 60/40 nelle liste premiali non garantisce posizioni competitive. La questione costituzionale non è se la legge debba garantire che venga eletto lo stesso numero di uomini e donne. Non deve farlo. La questione è diversa: la legge mette uomini e donne in condizioni comparabili di poter essere eletti?”
Quali sono le criticità nello Stabilicum sul fronte equilibrio di genere?
“L’introduzione delle preferenze. Ma non per tutti. Ogni lista nei collegi plurinominali sarà composta da sette candidati. Il capolista resta bloccato, mentre per gli altri sei l’elettore potrà esprimere fino a tre preferenze. Se alla lista spetta un solo seggio, dunque, viene eletto il capolista indipendentemente dalle preferenze raccolte dagli altri candidati. È proprio qui che si apre il problema della rappresentanza femminile. Il nuovo testo impone infatti l’alternanza di genere nella lista e, in caso di preferenze plurime, richiede che siano espresse a favore di candidati di sesso diverso. Ma…
Fonte www.adnkronos.com 2026-09-21 14:24:32

