
16 settembre 2026 | 18.57
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Il ritorno di Beppe Grillo sulla scena politica sta mescolando le carte in tavola. Se è vero che l’ex garante del Movimento 5 stelle a Pulp Podcast non dovrebbe aver parlato di voler costituire un nuovo partito, è altrettanto vero che non intende lasciar cadere nel vuoto la causa intentata contro Giuseppe Conte per riprendersi il nome e il simbolo della creatura a cui ha dato la luce. I tempi per una sentenza sono tutt’altro che vicini, anche perché la prima udienza è stata rinviata a data destinarsi, e quindi la decisione dei giudici potrebbe non arrivare prima della fine della legislatura. Se però il comico genovese dovesse vincere il contenzioso in tempo, questo potrebbe diventare un problema per l’ex premier. Non, però, alla luce della riforma elettorale, a cui manca solo l’ultimo disco verde per diventare legge. Le firme richieste per le nuove formazioni politiche, infatti, non rappresenterebbero un ostacolo per Conte.
“La causa intentata da Grillo e dal MoVimento 5 stelle da lui guidato contro l’associazione presieduta da Giuseppe Conte potrebbe avere effetti sulla titolarità e sull’uso dei segni distintivi del M5s da quel momento in avanti, ma non potrebbe in ogni caso mettere in discussione il risultato elettorale del 2022 che ha portato il partito guidato da Conte a costituire un gruppo parlamentare in entrambe le Camere fin dall’inizio della legislatura e, comunque, esistente alla fine del 31 dicembre 2025”, spiega interpellato dall’Adnkronos Gabriele Maestri, esperto di simboli politici. “Quel soggetto politico – assicura- non dovrebbe raccogliere le firme per presentare le liste. Tutt’al più, se Grillo avesse ragione in tribunale, il M5s rappresentato in Parlamento dovrebbe valutare l’opportunità…
Fonte www.adnkronos.com 2026-09-16 16:57:23

