“Di quei giorni ricordiamo il
dolore straziante di genitori, parenti, amici, dopo il
riconoscimento dei propri cari, davanti alle bare ospitate nel
palazzetto dello sport di Crotone dove era stata allestita la
camera ardente. In quel momento, dopo il naufragio di Cutro,
l’abbraccio di volontarie e volontari della Croce Rossa Italiana
fu per chi doveva affrontare la più triste delle prove: dare
l’ultimo saluto a una persona amata e cercare di dare una
spiegazione alla sua morte. Non fu facile dare loro sostegno in
quel momento di grande dolore, accompagnarli in giorni tanto
drammatici”. Lo ricorda Rosario Valastro, presidente della Croce
Rossa Italiana, in occasione del terzo anniversario dalla strage
di Cutro.
“In quel tragico naufragio – prosegue – avvenuto il 26
febbraio 2023, persero la vita 94 persone, 35 erano minori.
Nella giornata di oggi il grido di aiuto di chi fugge da
conflitti, carestie, crisi socio-sanitarie è più forte che mai e
non possiamo non ascoltarlo. Ci mette di fronte alla
responsabilità collettiva di accogliere, dare conforto, speranza
a chi soffre in terre lontane. Ci ricorda quanto sia
fondamentale davanti a donne, uomini, bambine e bambini che
cercano un presente e un futuro migliori attraverso traversate
difficili, fare tutto il possibile affinché il loro viaggio si
concluda senza drammi”. “Il nostro faro deve essere uno e uno
soltanto: l’umanità. Solo ripartendo da qui, riconoscendo la
dignità di ognuno di questi esseri umani, delle loro storie,
potremo rispondere con efficacia al fenomeno migratorio ed
evitare che la ricerca di sicurezza e serenità si trasformino in
dolore e morte”, conclude Valastro.
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Fonte www.ansa.it 2026-02-26 10:22:28

