Non ha risposto alle domande del
gip, il presunto boss Damiano Pepe, dimesso stamani
dall’ospedale e portato nel carcere di Cosenza per sostenere in
video collegamento l’interrogatorio di garanzia dopo l’arresto
nell’ambito dell’inchiesta Ginestra, istruita dalla Dda di
Catanzaro e che lo vede indagato per i reati di associazione
mafiosa ed estorsione aggravata dalle modalità mafiose.
Assistito dal difensore di fiducia Pasquale Di Iacovo, Pepe
si è avvalso della facoltà di non rispondere “poiché l’enorme
mole di atti d’indagine non poteva essere esaminata in un così
breve lasso di tempo” ha spiegato all’ANSA l’avvocato.
Pepe è ritenuto esponente di spicco dei clan attivi nell’area
della Sibaritide. La scorsa settimana è stato vittima di un
agguato pianificato davanti la sua abitazione di Cassano allo
Ionio, dove ha perso la vita la compagna Silvana Sibarelli,
anche lei tra i destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare
in carcere nell’ambito della medesima inchiesta.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
Fonte www.ansa.it 2026-10-30 13:56:42

