Per molti ragazzi il gaming on line non è più soltanto una forma di intrattenimento quanto piuttosto un ecosistema digitale complesso che integra comunicazione, socializzazione e transazioni digitali. Dalle chat in-game alle sessioni multiplayer, fino alle community online, le piattaforme di gioco sono diventate luoghi in cui comunicare, collaborare e costruire nuove relazioni. Un cambiamento che sta ridefinendo il modo in cui le nuove generazioni socializzano online, portando con sé nuove opportunità ma anche rischi che non sempre vengono percepiti come tali.
Secondo una ricerca condotta da YouGov per Kaspersky su 525 ragazzi italiani tra i 10 e i 16 anni, il gaming è diventato uno spazio di socializzazione digitale per i più giovani, che quindi non solo giocano con i loro amici ma hanno anche occasione di interagire con estranei. Infatti, il 32% dei ragazzi italiani tra i 10 e i 16 anni dichiara di aver avuto contatti con persone sconosciute durante le sessioni di gioco online. Le piattaforme multiplayer consentono infatti ai ragazzi anche di comunicare e collaborare per raggiungere obiettivi comuni così come costruire nuove amicizie.
La crescente componente sociale del gaming rende, quindi, sempre più sottile il confine tra gioco e interazione con persone mai incontrate nella vita reale diventando per questa ragione una fonte di pericolo per i più giovani che spesso sottovalutano i rischi.
La ricerca evidenzia, infatti, che alcuni giovani utenti arrivano a condividere informazioni personali con persone conosciute esclusivamente online: l’8% dichiara di aver condiviso dati sensibili e il 7% fotografie o immagini personali, comportamenti che possono aumentare l’esposizione a potenziali rischi.
Quando le relazioni online diventano un rischio
Così come accade sui social media, anche nelle piattaforme di gaming le interazioni online possono esporre i più giovani a situazioni complesse da riconoscere e gestire. Secondo Kaspersky, i ragazzi possono imbattersi in tentativi di truffa, cyberbullismo o persone che cercano di instaurare rapporti di fiducia con l’obiettivo di ottenere informazioni personali, immagini private o altri contenuti sensibili.
La natura informale delle conversazioni e il clima di collaborazione tipico di molti giochi multiplayer possono infatti contribuire ad abbassare il livello di attenzione. Per questo motivo, sviluppare consapevolezza sulle dinamiche delle relazioni online è importante quanto imparare a riconoscere malware, phishing e altre cyber minacce.
Anche i cybercriminali seguono i ragazzi nel gaming
La trasformazione del gaming in uno dei principali luoghi di aggregazione digitale è già nota ai cybercriminali. Secondo le analisi di Kaspersky, nella prima metà del 2024 gli attacchi che sfruttano videogiochi popolari tra i più giovani sono aumentati del 30% rispetto alla seconda metà dell’anno precedente, con oltre 6,6 milioni di tentativi di attacco rilevati a livello globale. Minecraft, Roblox e Among Us figurano tra i giochi più frequentemente utilizzati come esca per distribuire malware, sottrarre credenziali o indirizzare gli utenti verso siti fraudolenti. Sempre più spesso i criminali informatici fanno leva su elementi familiari ai giovani gamer, come la promessa di skin rare, monete virtuali, bonus gratuiti o vantaggi esclusivi, per convincerli a cliccare su link malevoli o condividere informazioni sensibili.
Consapevoli dei rischi, ma non sempre preparati ad affrontarli
Sebbene il livello di consapevolezza sui temi della sicurezza digitale sia elevato, la ricerca mostra come la conoscenza teorica non sempre si traduca in comportamenti prudenti. Il 93% dei ragazzi intervistati dichiara infatti di aver sentito parlare di cybersecurity, principalmente in famiglia e a scuola. Tuttavia, il 27% ammette di aver cliccato su un link senza verificarne l’affidabilità, dimostrando come la familiarità con il digitale possa talvolta generare un’eccessiva fiducia nelle proprie capacità.
“Per comprendere i rischi digitali a cui sono esposti i più giovani è necessario osservare come si stanno evolvendo le loro abitudini online. Le piattaforme di gaming non sono più semplici ambienti di intrattenimento, ma ecosistemi digitali complessi che integrano comunicazione, socializzazione e transazioni digitali. È naturale che, con l’aumento del tempo trascorso in questi spazi, cresca anche l’interesse dei cybercriminali nello sfruttarli come vettore di attacco”, ha dichiarato Cesare D’Angelo, General Manager Italy, France & Mediterranean di Kaspersky.
Come rendere più sicura l’esperienza di gioco
Come rendere più sicura l’esperienza di gioco
Alla luce dei risultati della ricerca, Kaspersky suggerisce alle famiglie di supervisionare le attività svolte online dai più giovani e mantenere un dialogo aperto per sensibilizzarli il più possibile sui rischi che possono nascondere e prestare attenzione nel caso vengano contattati da persone sconosciute, evitando di condividere informazioni personali.
È infatti importante che i ragazzi comprendano che informazioni come il nome della scuola frequentata, l’indirizzo di casa, il numero di telefono, fotografie o altri dati privati non dovrebbero mai essere condivisi, soprattutto con utenti conosciuti esclusivamente attraverso le piattaforme di gioco.
Allo stesso tempo, è fondamentale diffidare dalle offerte che promettono skin rare, bonus gratuiti o valuta virtuale e scaricare giochi, mod e contenuti aggiuntivi esclusivamente da fonti ufficiali per evitare truffe e malware. Ci sono inoltre per una maggiore protezione durante le sessioni di gioco da Kaspersky soluzioni che integrano funzionalità specificamente pensate per i gamer.
Oltre alle sue soluzioni, per supportare famiglie, insegnanti e studenti nello sviluppo di abitudini digitali più sicure, Kaspersky mette a disposizione i propri corsi online gratuiti di Cyber Hygiene, che affrontano temi quali sicurezza online, truffe digitali, cyberbullismo, protezione dei dati personali e gestione sicura delle relazioni online.
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