
15 settembre 2026 | 18.23
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Nel trattamento del tumore rinofaringeo la gestione multidisciplinare è fondamentale. La diagnosi, infatti, non può basarsi sul giudizio di un singolo specialista, ma richiede il confronto tra diverse competenze. “Abbiamo imparato nel corso di questi anni come la gestione di un tumore sia un vero gioco di squadra e, nel caso del trattamento del tumore rinofaringeo, la squadra ha un ruolo fondamentale. Dal punto di vista diagnostico non ci si può soffermare solo su quello che è il giudizio di un singolo specialista, nella fattispecie dello specialista otorinolaringoiatra. C’è bisogno di integrare queste informazioni con altri colleghi, che sono il patologo e il radiologo. Nel momento in cui poi si raggiunge quella che è la diagnosi, dobbiamo discutere in maniera collegiale tutte le opportunità per i nostri pazienti e da qui entrano in gioco delle figure fondamentali come il radioterapista, l’oncologo, lo psicologo e il nutrizionista. E quindi questo è il classico esempio in cui la partita non può essere giocata da un giocatore singolo, ma si lavora in squadra, si discute su quelle che sono le possibilità terapeutiche e questo ha dimostrato chiaramente un vantaggio in termini di miglioramento della prognosi del paziente”. Lo ha detto Giuseppe Mercante, ordinario di Otorinolaringoiatria dell’università di Bologna e direttore della Uo di Otorinolaringoiatria e Audiologia dell’Irccs azienda ospedaliero-universitaria di Bologna, Policlinico Sant’Orsola, alla presentazione, oggi a Roma, del Policy Brief ‘Tumore rinofaringeo in Italia: evidenze, bisogni dei pazienti e prospettive future’, realizzato da Teha Group con il contributo non condizionante di Leo Pharma.
Per ridurre le differenze tra le diverse aree del Paese e…
Fonte www.adnkronos.com 2026-09-15 16:23:17

