Avremo case, uffici e spazi pubblici progettati come ambienti sensoriali, in grado di farci stare meglio in quel singolo luogo. Ogni luogo avrà così la propria firma olfattiva. Immaginiamo ad esempio la sala d’attesa di un ambulatorio, un appartamento in cui si entra per la prima volta, un luogo che diventerà indimenticabile. Siamo all’evoluzione dell’uso dei profumi per influenzare il modo in cui percepiamo e viviamo gli spazi e che va oltre i comuni diffusori di essenze per l’ambiente. L’odore ci accompagna fin dalla nascita, ancora prima della vista e del linguaggio ed è partendo da qui che sono nati i più recenti sistemi di misurazione, decodifica e perfino di predizione degli effetti che le singole molecole odorose, incluse le essenze alla base dei profumi, hanno sulle nostre emozioni. Nuove indagini condotte dal gruppo francese Mane, tra i leader mondiali nella produzione di aromi e fragranze, ci diranno ancora di più su questo legame e molti risultati ci sono già, sono infatti state mappate già centinaia di essenze e la loro relazione con le nostre reazioni emotive. Parallelamente prende forma una collaborazione tra il gruppo francese e la scuola di altra formazione Poli.Design del Politecnico di Milano per un progetto dedicato al design olfattivo ed al suo futuro, tema al centro dell’ultima edizione di Pitti Fragranze. “Non viviamo gli spazi solo con gli occhi, li viviamo con tutti i sensi e le fragranze diventano un’architettura invisibile che si sovrappone all’architettura fisica e lo stesso identico spazio può assumere un carattere completamente diverso a seconda del suo paesaggio olfattivo, – hanno detto gli esperti riuniti a Firenze.
“Con la nostra piattaforma Wellmotion possiamo predire, basandoci su delle osservazioni scientifiche, le emozioni suscitate dalle fragranze, – spiega all’ANSA Cristina Stefanutti, marketing manager Mane Italia. – Dalla materia si passa alla dimensione più immateriale cioè l’emozione. Le essenze entrano a far parte del progetto di un luogo, contribuendo a costruirne atmosfera, identità e percezione. Il profumo è così una componente dell’esperienza complessiva nel partecipare alla progettazione degli spazi e alla relazione che le persone instaurano con essi”.
Si va quindi verso la firma olfattiva di uno spazio: quando entriamo in uno ambiente nuovo, un albergo, la casa di qualcuno che ci ospita, prima di osservare l’ambiente abbiamo una percezione di quello spazio che ci è data anche dall’odore, ancora prima che dalla luce, temperatura e materiali usati, ricordano i ricercatori. Il profumo può spostare intensamente questa percezione e così un odore piacevole può aumentare la ‘sopportazione’ del tempo d’attesa e farcelo risultare perfino piacevole oppure il profumo può cambiare la percezione della pulizia di uno spazio in cui si entra, può farlo sembrare più pulito e curato prima di notare la polvere sui mobili. Oppure la percezione di comfort che può trasformare un semplicissimo luogo, anche scarno o poco illuminato, in uno spazio che ricorderemo con grande piacere. E quando torniamo, può bastare una nota nell’aria per riportarci immediatamente lì. Sono i prodigi del design olfattivo.
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