
“Caro direttore. Nelle aule del Tribunale di Firenze la giustizia si è capovolta: un feroce boss si è travestito da pubblico ministero per rilanciare le sue infami accuse senza il minimo contraddittorio, e gli si è permesso di trascinare sul banco degli imputati chi non può nemmeno difendersi”. Lo scrive in una lettera al quotidiano Il Giornale la presidente di Fininvest, Marina Berlusconi. “Questo è diventato il processo fiorentino contro Salvatore Baiardo: un monumento all’ipocrisia giudiziaria. Perché Baiardo, accusato di calunnia, è soltanto un pretesto: i veri imputati sono Silvio Berlusconi e, accanto a lui, Marcello Dell’Utri, costretti a un processo surrettizio che fa scempio delle regole dello Stato di diritto” prosegue Berlusconi.
Giuseppe Graviano, boss della mafia in carcere da 32 anni, ha deposto come teste, in videocollegamento dal carcere di Cagliari, ai pubblici ministeri Leopoldo De Gregorio e Lorenzo Gestri al processo che si sta celebrando al tribunale di Firenze contro Salvatore Baiardo. “Mio nonno Quartararo Filippo fece una società con Berlusconi Silvio nel 1969-70, per investire soldi suoi e di altre persone nell’edilizia. Lui mise 4-5 miliardi di lire ma la somma complessiva dell’investimento era di 20 miliardi di lire. Di tutto quello che si faceva, il 20% era di mio nonno, di chi era che portava questi soldi”, le parole di Graviano, legato a Totò Riina e in carcere per le stragi del 1993, l’attentato di via D’Amelio e l’assassinio di don Pino Puglisi.
“Senza alcun riscontro – sottolinea Berlusconi – si è permesso che le farneticanti dichiarazioni di uno stragista su incontri inesistenti e presunti capitali oscuri all’origine di Fininvest si trasformassero in un’ipotesi da prendere in considerazione. Uno Stato protegge davvero i suoi cittadini quando li difende dai delinquenti, ma anche dagli abusi del potere, dalle condanne preventive e dalla distruzione…
Fonte www.adnkronos.com 2026-10-02 16:53:06

