
15 settembre 2026 | 00.05
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“Ammazzo il tempo bevendo caffè nero bollente”. Così cantava Fiorella Mannoia al suo debutto sul palco del Festival di Sanremo nel 1981. Esattamente 45 anni dopo, però, la scienza ‘raffredda’ lo spirito rock di quell’iconico incipit: per non incorrere in un rischio 3 volte più alto di cancro all’esofago, meglio aspettare che il caffè diventi tiepido. Con buona pace delle 3 C (“Comm’ cazz’ coce”), che a Napoli – dove persino la tazzina viene scaldata prima – sono una religione. Ad attentare a uno dei ‘comandamenti’ dell’espresso all’italiana è una ricerca britannica basata sui dati di quasi 1 milione di adulti (977.282 uomini e donne di mezza età), seguiti in media per 14,2 anni. A firmarla un team dell’University of Oxford, secondo cui bere regolarmente bevande come tè e caffè a temperature molto elevate aumenta il rischio di cancro esofageo poiché i liquidi bollenti, lungo il loro percorso verso lo stomaco, possono danneggiare il rivestimento cellulare dell’esofago.
Lo studio, pubblicato sull”International Journal of Cancer’, definisce “molto calda” qualsiasi bevanda con temperatura dai 65 gradi Celsius in su. E dai dati analizzati emerge che il consumo giornaliero di 6 o più di queste bevande fumanti può aumentare il rischio, riporta la ‘Bbc’ online, rilanciando lo studio. Nell’analisi, le persone che consumavano bevande “molto calde” presentavano un rischio di cancro circa 3 volte superiore rispetto a chi beveva tè o caffè “tiepidi”, sebbene gli esperti sottolineino che le probabilità complessive di sviluppare questo tumore – il carcinoma a cellule squamose dell’esofago (Scc) – siano comunque basse.
Come regolarsi dunque? Per avere un’idea basti pensare che il tè preparato subito…
Fonte www.adnkronos.com 2026-09-14 22:05:02

