
14 settembre 2026 | 10.25
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“In Europa una persona su 10 convive con una malattia autoimmune. Milioni di uomini e donne quindi hanno necessità che il Vecchio Continente sia più competitivo anche nel settore delle biotecnologie. L’accesso alle cure deve essere invece più rapido. Vanno create le condizioni perché l’innovazione sviluppata possa trasformarsi più velocemente in nuove opportunità per i pazienti”. È quanto emerso in un incontro – riporta una nota – che si è volto nei giorni scorsi, a Bruxelles tra alcuni parlamentari europei e i rappresentanti del comparto biotech, chiamati a confrontarsi sul futuro Biotech Act. Al meeting ha partecipato anche Argenx, azienda biotech globale nata in Europa e specializzata nello sviluppo di terapie innovative per gravi patologie autoimmuni. “Il Biotech Act rappresenta uno dei passaggi centrali della strategia europea per rafforzare un settore considerato determinante per la competitività, la salute e l’autonomia strategica dell’Unione – afferma Fabrizio Celia, Ceo di Argenx Italia – L’obiettivo è creare un ecosistema più favorevole alla ricerca e allo sviluppo, agli investimenti e alla crescita delle imprese biotech. Una sfida che, deve però riguardare l’intero percorso dell’innovazione: dalla ricerca scientifica al capitale, dallo sviluppo clinico alla regolazione, fino alla valutazione delle tecnologie sanitarie, al rimborso e all’accesso e disponibilità effettiva dei pazienti alle nuove terapie”.
Sempre a Bruxelles è emerso come l’Europa stia progressivamente perdendo terreno nella competizione globale per investimenti, ricerca e crescita delle imprese biotech. Nel 2002 – precisa la nota – gli Stati Uniti investivano in ricerca e sviluppo farmaceutico circa 2…
Fonte www.adnkronos.com 2026-09-14 08:25:00

