“La tragica scomparsa di Denise
Cosco, morta a soli 35 anni come sua madre Lea Garofalo, è una
ferita profonda per tutto il Paese e ci impone una riflessione
drammatica e senza ipocrisie: la mafia uccide, e lo fa in molti
modi. Uccide chi si oppone al suo potere, ma continua a uccidere
nel tempo anche chi sopravvive, generando veri e propri mostri
dentro le vite e le anime di chi resta”. Lo scrive sulla sua
pagina social la senatrice Enza Rando che per anni è stata
l’avvocato di parte civile di Denise Cosco al processo per
l’omicidio della mamma Lea Garofalo.
“Con Denise – ricorda Rando – ho conosciuto il coraggio
straordinario di una giovane donna, una forza immensa che ha
lottato fino in fondo. Tuttavia ha portato sulle spalle un peso
inumano: il dolore della perdita, il vuoto di domande che non
troveranno mai risposta e i mostri interiori con cui chi resta è
costretto a convivere ogni giorno. I figli delle vittime di
mafia sono doppiamente vittime: spogliati dei loro affetti,
strappati alle proprie radici e costretti a ricostruirsi
un’esistenza sotto un’altra identità, lontani dai propri luoghi
e dentro vite che non si sono scelti”.
Rando conclude con un appello: “Lo Stato per Denise c’è stato
e le è stato vicino, ma questa tragedia ci ricorda che non
dobbiamo mai abbassare la guardia: serve un sostegno umano,
psicologico e sociale sempre più costante, continuo e profondo
per accompagnare chi vive questo dramma. Dobbiamo farlo per
Denise e per Lea, per portare avanti la memoria del loro
impegno. La mafia non deve vincere, non permetteremo alla mafia
di avere l’ultima parola”.
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Fonte www.ansa.it 2026-09-11 11:28:03

