
05 settembre 2026 | 13.42
LETTURA: 3 minuti
La medicina legale evoca spesso nell’immaginario collettivo scenari distanti dalla quotidianità di un normale ospedale. Eppure, la medicina legale ospedaliera rappresenta un pilastro fondamentale per la tutela dei diritti dei pazienti, la gestione della sicurezza delle cure e l’interfaccia tra il mondo della sanità e quello della giustizia. A raccontare all’Adnkronos Salute questo lavoro è Matteo Scopetti, professore associato di Medicina Legale presso l’Azienda ospedaliera Sant’Andrea di Roma, ci guida alla scoperta di una professione poliedrica. Dal delicato supporto alle vittime di violenza alla gestione dei pazienti incapaci di esprimere il consenso, fino alla complessa valutazione della responsabilità professionale sanitaria, emerge il ritratto di una disciplina in cui convivono perfettamente il rigore dell’accertamento tecnico-giuridico con l’umanizzazione delle cure.
Qual è l’ambito di azione del medico legale in una struttura ospedaliera? “L’attività della medicina legale in un ambito ospedaliero è variegata e consta di più profili principali – risponde Scopetti – Ad esempio, un medico legale in ospedale si occupa della valutazione della lesività dei pazienti nell’ambito dei percorsi di vittime di violenza e maltrattamento. Allo stesso modo il medico legale si occupa di fornire il supporto a quei pazienti che per motivi patologici sono impossibilitati ad esprimere il consenso informato. Ancora, il medico legale è implicato nelle valutazioni che riguardano appropriatezza e proporzionalità nell’ottica di garantire la dignità dell’esistenza nella fase finale della vita. Nondimeno, esprime il proprio parere specialistico e intrattiene i necessari rapporti con l’Autorità giudiziaria nei casi di…
Fonte www.adnkronos.com 2026-09-05 11:42:37

