
A dieci anni dal terremoto che ha devastato il centro Italia, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, in un’intervista esclusiva all’Adnkronos, fa il punto sulla ricostruzione e rivendica il cambio di passo che c’è stato grazie al governo Meloni.
Ministro Tajani, sono passati dieci anni dal terremoto del Centro Italia. Qual è il primo pensiero?
“Il primo pensiero è per le 299 vittime: 237 ad Amatrice, 11 ad Accumoli e 51 ad Arquata del Tronto. È da loro che bisogna partire. Quel terremoto non ha soltanto distrutto case, strade e monumenti: ha sconvolto la vita di migliaia di persone e ferito l’identità di intere comunità. Sono scomparsi campanili, chiese, piazze, luoghi che custodivano la memoria collettiva. Dieci anni dopo abbiamo il dovere di ricordare, ma anche di fare un bilancio serio di quello che è stato fatto e di quello che resta ancora da fare, senza cadere nella tentazione di fare propaganda o demagogia sulla pelle di chi ha sofferto, e ancora soffre, le conseguenze del sisma”.
Lei ha seguito quelle terre, anche per un legame personale con il centro Italia, fin dai giorni immediatamente successivi al sisma. Che ricordo conserva?
“Un ricordo e un legame fortissimi. Allora ero parlamentare europeo eletto proprio nella circoscrizione del Centro Italia e, quando nel gennaio 2017 fui eletto presidente del Parlamento europeo, dedicai la mia elezione alle vittime del terremoto. Ai sindaci feci una promessa molto semplice: non vi lasceremo soli. Sul mio telefonino avevo uno sticker con scritto ‘I love Norcia’. Può sembrare un particolare, ma per me rappresentava la volontà di riscatto di quelle comunità”.
E quella promessa come si tradusse concretamente?
“Il 24 marzo 2017 convocai a Norcia una riunione straordinaria dei vertici del Parlamento europeo, cioè l’Ufficio di presidenza e la Conferenza dei Presidenti. Volevo che le istituzioni…
Fonte www.adnkronos.com 2026-08-23 14:17:00

