
Zaino in spalla e via sul sentiero che porta in vetta. La vacanza in montagna è sempre più la scelta dagli italiani per l’estate, per la bellezza dei luoghi e per le passeggiate all’aria aperta e fresca. Così il trekking è diventata una delle attività fisiche in altura più praticate. “E’ eccellente per la salute cardiovascolare, naturalmente con le dovute cautele legate all’altitudine e considerando eventuali patologie di base, così come per il benessere mentale. Tuttavia, i terreni sconnessi, i dislivelli e l’equipaggiamento inadeguato possono sottoporre il sistema muscolo-scheletrico a stress notevoli, spesso in modi a cui la vita quotidiana non ci ha abituati”. A fare il punto per l’Adnkronos Salute è Andrea Bernetti, professore ordinario di Medicina fisica e riabilitativa all’UniSalento e segretario generale della Simfer (Società italiana di medicina fisica e riabilitativa).
“Possiamo dividere le tipologie di infortunio in infortuni traumatici e da sovraccarico – prosegue Bernetti – Fra gli infortuni traumatici ricordiamo in particolare i traumi distorsivi della caviglia. Secondo i dati epidemiologici, la distorsione tibio-tarsica (alla caviglia) è in assoluto l’infortunio acuto più comune durante l’escursionismo. Inoltre, la letteratura evidenzia che chi ha già subito una distorsione ha una probabilità ben cinque volte maggiore di incorrere in una recidiva se non ha effettuato una riabilitazione adeguata. Più subdoli gli infortuni da sovraccarico, che ovvero si manifestano quando si supera la soglia di carico fisiologico. Fra gli altri – aggiunge – ricordiamo ad esempio la sindrome dolorosa femoro-rotulea, che provoca tipicamente un dolore anteriore al ginocchio, la cui prevalenza annuale nella popolazione adulta attiva si aggira addirittura intorno al 20% secondo alcune statistiche, con un’incidenza circa doppia nelle donne rispetto agli uomini. Insorge tipicamente a causa dello…
Fonte www.adnkronos.com 2026-08-14 08:58:23

