
Il botta e risposta tra Giorgia Meloni e Giuseppe Conte sulla commissione Covid infiamma i social. Un numero di reazioni che si aggiorna di minuto in minuto, sulla bacheca della presidente del Consiglio, dove i due ingaggiano un corpo a corpo, scatenando i commenti di chi non perde l’occasione di di dire la sua. E se la premier batte il leader M5S sul numero di ‘like’ (più di 50mila per il post della presidente del Consiglio e circa 10mila per quello di replica di Conte) la stragrande maggioranza dei commenti degli utenti, richiamandosi al ‘diritto degli italiani’ di sapere la verità sulla pandemia evocato da Meloni, sollecitano altrettanta chiarezza anche sulle famose chat di Andrea Delmastro con Mauro Carroccia, presunto prestanome del clan Senese. “Anche le chat di Dal Mastro sono un diritto degli italiani”, scrive Silvia Adamo in uno dei migliaia di commenti dello stesso tono.
Tutto parte dal post di Meloni ieri in serata dopo che Conte, lasciando la commissione Covid, dopo un’audizione fiume di oltre 3 ore, aveva accusato la premier di essere la “regista” del “plotone di esecuzione” messo su con l’indagine parlamentare sulla gestione della pandemia. “Giuseppe Conte -scrive Meloni- sostiene che la Commissione Covid sarebbe un ‘plotone di esecuzione’ orchestrato contro di lui. Solo che, a differenza sua, non mi interessa gettare fango su nessuno, né trasformare una tragedia che ha segnato milioni di italiani in un terreno di scontro personale. Questo, semmai, è stato troppo spesso il metodo del Movimento 5 Stelle: sostituire la ricerca della verità con il sospetto e l’insinuazione”. Il post va avanti e si conclude così: “Non è un processo a una persona, tutt’altro. E francamente non capisco perché l’ex premier Giuseppe Conte non si sia unito fin dall’inizio al coro di chi chiedeva risposte alle troppe domande rimaste senza risposta e abbia invece scelto di mettersi sulla difensiva o,…
Fonte www.adnkronos.com 2026-08-07 11:52:30

