
“Forte aumento delle infezioni da Cyclospora tra i viaggiatori di ritorno dal Messico”. L’ultimo alert arriva dall’Agenzia britannica per la sicurezza sanitaria (Ukhsa) qualche giorno fa. E segnala un fronte ulteriore che si aggiunge alla diffusa epidemia di infezioni intestinali causate dal parassita, registrata da inizio maggio negli Usa, con casi segnalati complessivamente in 45 stati secondo i Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc). E’ solo una delle emergenze infettive dell’affollata estate 2026. La mappa che segnala i microrganismi in azione è globale e tocca più continenti: dalle Americhe all’Africa – dove nella Repubblica Democratica del Congo è in corso una delle più ampie e veloci epidemie di Ebola – fino all’Asia, che assiste al ritorno del Covid in Cina e a una stagione intensa di Dengue portata dalle zanzare, in particolare nello Sri Lanka, ma persino fino alle pendici dell’Himalaya in Nepal. E ancora la lebbra (in Florida) e i focolai sparsi di morbillo che stanno rimettendo in discussione in diversi Paesi lo status di zone libere dalla malattia.
La bella stagione si sta dimostrando impegnativa soprattutto per gli Usa, alle prese con diversi focolai. A cominciare appunto dall’anomalo picco di ciclosporiasi, infezione che causa una diarrea esplosiva. L’epidemia – la più grande finora rilevata in relazione a questo parassita – ha fatto registrare anche i primi 2 morti in Michigan, uno degli stati più colpiti con oltre 11mila casi segnalati e ricoveri che superano quota 190. Si tratta di evenienze rare, perché – come precisato dai Cdc – la ciclosporiasi in genere “non è una malattia letale”. Ma la notizia dei 2 decessi (entrambi i pazienti presentavano patologie pregresse significative) irrompe nel mezzo di una situazione delicata che già a fine luglio accomunava almeno 9 stati Usa, Michigan compreso, i cui focolai sono stati collegati…
Fonte www.adnkronos.com 2026-08-05 14:32:17

