
Perdere la vista oppure sostenere un intervento chirurgico ad altissimo rischio anestesiologico. È la difficile situazione affrontata da un ragazzo di 20 anni affetto da acidemia propionica, una rara malattia metabolica, e da una grave cardiomiopatia dilatativa, già sottoposto negli anni scorsi a un trapianto di fegato. Per salvargli l’occhio, lo scorso 13 luglio, nella sede di Palidoro, un’équipe multidisciplinare dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù ha eseguito con successo un trapianto di cornea al termine di una complessa preparazione alla procedura. L’intervento – riporta una nota dell’ospedale romano – si è reso necessario per trattare un’ulcera perforata della cornea che, senza un trattamento tempestivo, avrebbe comportato la perdita irreversibile dell’occhio, oltre al rischio di una grave infezione diffusa. Rimandare ulteriormente la procedura avrebbe significato intervenire in emergenza, eventualità molto critica per un paziente con una funzione cardiaca così compromessa. Per rendere possibile l’operazione è stata costituita una task force composta da anestesisti, oculisti, cardiologi, cardiochirurghi, epatologi ed esperti di malattie metaboliche. I professionisti di 6 specialità hanno lavorato insieme per definire un percorso personalizzato, pianificando ogni fase della gestione clinica e chirurgica per ridurre al minimo i rischi.
Il lavoro decisivo è iniziato molto prima di arrivare in sala operatoria. Per circa 18 ore gli specialisti hanno pianificato ogni dettaglio per affrontare una situazione clinica eccezionalmente complessa. La principale criticità – si legge nella nota del Bambino Gesù – riguardava la necessità di conciliare due esigenze: nei pazienti affetti da acidemia propionica il digiuno preoperatorio può provocare un grave scompenso metabolico, mentre la cardiomiopatia dilatativa rende particolarmente rischiosa l’anestesia generale perché i farmaci utilizzati…
Fonte www.adnkronos.com 2026-08-04 10:27:38

