Un incendio ha distrutto
alcuni uliveti secolari coltivati su un terreno confiscato alla
‘ndrangheta, a Oppido Mamertina (Reggio Calabria), e assegnato
per finalità sociali alla Valle del Marro – Libera Terra. A
scoprire il danneggiamento sono stati lunedì scorso dai i soci
della cooperativa sociale. Le fiamme hanno interessato tre
appezzamenti. Su uno di questi, su una superficie di circa nove
ettari, è andato distrutto circa il 70% degli ulivi secolari.
“Ancora una volta ci troviamo davanti a un episodio che
colpisce beni confiscati alla mafia e il lavoro quotidiano di
chi li restituisce alla collettività – dichiara il presidente
della Cooperativa Sociale Valle del Marro – Libera Terra,
Domenico Fazzari -. Non ci lasciamo scoraggiare: continueremo a
coltivare questi terreni con la stessa determinazione di sempre,
perché ogni albero e ogni raccolto rappresentano un segno
concreto di lavoro dignitoso e riscatto sociale. Ci auguriamo
che venga fatta piena luce sull’origine di questi incendi e che
le Istituzioni sostengano con misure concrete chi ogni giorno si
prende cura dei beni confiscati, trasformandoli in opportunità
di sviluppo e di speranza”.
Sulla vicenda è intervenuto don Pino Demasi, referente di
Libera nella Piana di Gioia Tauro e promotore della Cooperativa,
che parla di “un atto grave e inquietante. Non è stato colpito
soltanto un terreno agricolo, ma un’esperienza collettiva di
riscatto, di legalità e di speranza, costruita in questi anni
attraverso il lavoro quotidiano di tanti giovani, lavoratori e
cittadini che hanno scelto di stare dalla parte della
giustizia”.
“Questo ulteriore gesto vile – prosegue – non fermerà il
percorso intrapreso. La risposta più forte sarà continuare a
lavorare quella terra, perché ogni seme piantato nei terreni
confiscati alle mafie è un seme di libertà, di giustizia e di
futuro”.
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Fonte www.ansa.it 2026-07-22 13:41:42

