CORIGLIANO-ROSSANO, 11 LUG – È la Carta di Calabria
l’eredità più importante della convention nazionale delle Città
dell’Olio, in corso a Corigliano-Rossano (Cosenza). Per la prima
volta la rete dei 560 enti pubblici olivicoli italiani si dota
di un documento che tiene insieme una visione di lungo periodo e
impegni operativi immediati.
In particolare la visione 2030 della civiltà dell’olio
italiano, elaborata dalla Consulta degli Ambasciatori delle
Città dell’Olio — personalità del mondo delle istituzioni, della
cultura e della ricerca riunite per la prima volta in seduta
plenaria — e gli impegni concreti assunti dalle Comunità
dell’Olio, le reti territoriali che uniscono Comuni, produttori,
ristoratori, scuole e società civile, riunite a Rossano per il
loro primo incontro nazionale.
Firmata nell’anno dell’ottantesimo anniversario della
Repubblica Italiana, la Carta rivendica per l’olivicoltura un
fondamento costituzionale esplicito: un oliveto curato è la
traduzione concreta dell’articolo 9 (tutela del paesaggio e
della biodiversità), dell’articolo 4 (il lavoro come fondamento
della comunità nazionale) e dell’articolo 32 (la salute come
diritto e interesse collettivo, di cui l’olio extravergine —
pilastro della Dieta Mediterranea — è presidio quotidiano).
l valore economico e in termini occupazionali del settore
olivicolo è “già di per sé un motivo valido per ritenere il
comparto strategico per l’agricoltura italiana”, afferma il
sottosegretario al ministero dell’Agricoltura, sovranità
alimentare e delle foreste Patrizio Giacomo La Pietra.
“La Carta di Calabria è la parola che le Città dell’Olio
danno al Paese nell’anno degli ottant’anni della Repubblica. Un
oliveto curato è un atto repubblicano, perché tiene insieme il
paesaggio, il lavoro e la salute che la Costituzione ci affida”,
spiega il presidente dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio
Michele Sonnessa.
La Carta di Calabria rappresenta “molto più di un documento
programmatico: è l’impegno condiviso a costruire una nuova
stagione per l’olivicoltura italiana, mettendo al centro i
territori, le comunità e il valore del nostro patrimonio
olivicolo”, afferma l’assessore regionale all’Agricoltura
Gianluca Gallo.
“Per Corigliano-Rossano è motivo di grande orgoglio aver
ospitato un appuntamento destinato a lasciare un segno nelle
politiche nazionali dedicate all’olivicoltura”, sottolinea il
sindaco di Corigliano-Rossano Flavio Stasi.
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Fonte www.ansa.it 2026-07-11 12:26:00

