
Roma aspetta sia gli Oasis che Harry Styles. Lo dice Alessandro Onorato, leader di Progetto civico Italia e assessore a Sport e Grandi eventi di Roma, all’Adnkronos, nel corso di AdnTalks, intervistato dal direttore Davide Desario. “Io non posso dire nulla” sulla band di Manchester. “Immaginate quanto sia complesso aggiudicarsi un’iniziativa di questo livello, sarebbe un fenomeno globale ed epocale per la nostra città. Posso dire che al momento ho mantenuto tutti gli impegni”. “Gli Oasis di loro policy fanno gli stadi, tranne nel loro Paese, quindi se dovessi scommettere un euro punterei più sull’Olimpico che su Tor Vergata. Comunque l’importante, qualora ci fosse la possibilità, è che vengano a Roma, poi possono suonare dove meglio credono loro”, sottolinea.
Qauanto a Harry Styles “abita praticamente a Roma da tre anni, io penso di averlo stalkerizzato” abbastanza. “Penso di sapere ormai anche i suoi usi e costumi. Detto questo, stiamo combattendo per portarlo a Roma, è una partita aperta. Vediamo…siamo bravini”, afferma Onorato.
Su concerto di Ultimo: “Un miracolo. Critiche? Alcune cose possono essere migliorate”
Il concerto di Ultimo “è un miracolo, è la dimostrazione di come Roma sia un modello per tutto il mondo”. A questo concerto c’erano “250.000 persone, dovete pensare che gli abitanti di Verona sono 253.000, è come se tu prendi Verona e la metti in un gigantesco campo, e devi garantire innanzitutto la loro incolumità: zero feriti. Dopodiché stiamo parlando di una città che fino all’altro ieri non era in grado neanche di organizzare il concerto in una piazza di periferia, oggi Roma ha organizzato un evento dove ne stanno parlando in tutto il mondo. Poi bisogna sempre ascoltare tutte le critiche, io personalmente mi sono letto almeno 2000 messaggi di chi ti segnalava non c’era più il segnale internet, posso chiedere scusa io al posto della Tim, ma insomma non…
Fonte www.adnkronos.com 2026-07-09 09:40:00

