La Procura distrettuale di
Catanzaro, competente per i reati sul traffico illecito di
rifiuti, ha chiesto il rinvio a giudizio nei confronti di 11
persone fisiche e tre società in merito a presunti illeciti
compiuti nell’impianto di compostaggio Eco Call di Vazzano, nel
Vibonese.
Gli imputati sono accusati di associazione per delinquere
finalizzata a traffico illecito di rifiuti e inquinamento
ambientale. I reati si sarebbero protratti dal marzo 2021 fino
al 13 marzo 2024, data in cui l’impianto è stato posto
sequestro. Nell’inchiesta, inizialmente coordinata dalla Procura
di Vibo Valentia, sono coinvolti l’imprenditore e il patron del
Cosenza Calcio, Eugenio Guarascio, di 72 anni, di Lamezia Terme,
amministratore unico della 4El Group srl; sua sorella Ortenzia
Guarascio (61), amministratore unico della Eco Call spa;
Gianfranco Comito (68), di Vibo Valentia, in qualità di
dirigente del settore Ambiente della Regione Calabria; alcuni
dipendenti della Eco Call; Vincenzo De Matteis (53), dipendente
della Regione Calabria – Settore Ciclo Integrato dei Rifiuti e
due funzionari Arpacal, Nicola Anselmo Ocello (59) e Dario
Giuliano (60).
La richiesta di rinvio a giudizio – firmata dai sostituti
procuratori Filomena Aliberti, Irene Crea e dal procuratore di
Catanzaro Salvatore Curcio – riguarda anche le società Eco Call
spa, Ecoogia Oggi spa e 4El Group srl.
A vario titolo sono contestati agli imputati anche i reati di
falso ideologico, rivelazione di segreti d’ufficio, getto
pericoloso di cose.
Secondo l’accusa l’impianto di Vazzano avrebbe dovuto
produrre compost per l’agricoltura ma in realtà avrebbe avrebbe
generato rifiuti inquinanti contenenti plastiche, vetri e altre
sostanze che andavano ad inquinare irrimediabilmente i terreni
agricoli. L’udienza preliminare è stata fissata per il prossimo
6 novembre. Persona offesa è stata dichiarata il sindaco del
Comune di Vazzano.
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Fonte www.ansa.it 2026-07-01 15:21:10

