
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, parte civile insieme al deputato di Fratelli d’Italia Manlio Messina nel processo milanese a carico di Fabrizio Corona e di Luca Arnau, direttore della testata giornalistica online ‘Dillingernews’, accusati di diffamazione aggravata per aver diffuso, il 20 ottobre 2023, la fake news sulla presunta relazione tra la presidente del Consiglio e l’onorevole siciliano sarà sentita come testimone nell’udienza del prossimo 28 settembre. “La persona offesa è disposta a venire a Milano la prossima udienza”, ha esclamato a sorpresa in aula l’avvocata Giulia Bongiorno dopo che il pubblico ministero Giovanni Tarzia ha insistito nella richiesta di sentirla come testimone dell’accusa. Nella stessa udienza verrà sentito l’imputato Corona.
Screzi in aula, difesa Corona contro legale Meloni
In una giornata già calda, a far salire la temperatura in aula è l’avvocato Ivano Chiesa che nel processo non accetta lezioni. “Ho consentito che questo processo andasse avanti per rispetto della premier Meloni, mi sono comportato con fairplay…volete che io sia gentile o devo fare l’avvocato Chiesa? E’ una questione di principio…il mio assistito verrà sentito dopo Meloni” spiega energicamente in aula.
“Non accetto questi toni in un’aula di giustizia, io non mi sono opposta (a differenza dell’altra parte offesa, ndr). Non serve un intervento urlato, non c’è nessun problema nel sentire Corona dopo” ribatte l’avvocata Giulia Bongiorno che – in chiusura d’udienza – svela la disponibilità (dopo la recente udienza ‘saltata’ a Palazzo Chigi) della presidente del Consiglio di essere sentita come testimone il prossimo 28 settembre a Milano. “Grazie della lezionicina, non è bisogno” è la replica secca del difensore Chiesa, pronunciata prima che da un’altra aula arrivasse qualcuno a chiedere la porta per il troppo vociare. Terminati gli screzi, a sedersi sul banco nella veste di…
Fonte www.adnkronos.com 2026-06-22 14:59:00

