“Le accuse di una presunta carenza
di infrastrutture e di ostruzionismo sono totalmente false. Le
persone che hanno puntato il dito non hanno nemmeno la
legittimazione giuridica per parlare a nome delle società
sportive Aqa e Cosenza pallanuoto. Non si capisce in che veste i
tre si siano presentati davanti ai giornalisti. Carte alla mano
i tre potrebbero rappresentare la Polisportiva Smile, società
sportiva nata nello scorso mese di marzo che, però, attualmente
non ha alcun atleta agonistico tesserato, non gestisce alcun
impianto e non ha alcun contratto con le nostre piscine”. E’
quanto afferma in una nota Carmine Manna, gestore della piscina
di Cosenza, replicando a quanto sostenuto in conferenza stampa,
alcuni giorni fa, dalla dirigenza della Smile Cosenza Pallanuoto
femminile che ha annunciato di non voler presentare domanda di
iscrizione al prossimo campionato di A1.
“Dire che la squadra è costretta a rinunciare al campionato o
a trasferirsi per mancanza di spazi è una bugia. La piscina
comunale – ha proseguito il gestore – ha sempre garantito, e
garantisce tuttora, alla squadra di pallanuoto femminile, che
milita nel campionato di serie A1, la disponibilità quotidiana
degli spazi per gli allenamenti e per le partite di campionato
in modo totalmente gratuito.
Per regolamento non servono le vasche scoperte: ci si può
allenare e giocare tranquillamente al coperto, come questa città
ha fatto con successo per tantissimi anni. Quello che il gestore
non può accettare sono le pretese fuori dalla realtà, come la
richiesta di occupare la struttura per più di otto ore al
giorno, sin dalle sei del mattino, sette giorni su sette,
bloccando l’accesso a tutti gli altri cittadini”.
“Sempre in riferimento alla gestione degli spazi, per tutte
le attività agonistiche, occorre citare un altro avvenimento. Il
Comune di Cosenza, nella persona del sindaco Franz Caruso, ha
convocato le parti ed era stato, in quella sede, raggiunto un
accordo che prevedeva il pagamento di una somma quasi simbolica
e ben lontana dai tariffari utilizzati. Anche questo accordo non
è stato rispettato da parte di chi ha usufruito degli spazi, se
non in minima parte”, sottolinea Manna.
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Fonte www.ansa.it 2026-06-12 10:00:39

