La legge della regione Sardegna (n. 31/2025) che secondo il Governo impedisce l’installazione dei grandi impianti a fonti di energia rinnovabile (Fer) sul 99% del territorio sardo e contro cui è ricorsa per illegittimità costituzionale la Presidenza del Consiglio dei Ministri, sarà domani dibattuto in udienza pubblica in Consulta. Si tratta di un vero e proprio caso-scuola a livello nazionale, in cui i giudici delle leggi dovranno valutare la fondatezza delle questioni di violazione dell’ordine costituzionale sollevate dallo Stato in materia di competenze, principi di ragionevolezza e iniziativa economica, dal momento che ben 150 gigawatt di rinnovabili sono bloccati da iter autorizzativi, veti regionali e lungaggini burocratiche.
Sulle rinnovabili tra la Regione Sardegna e la Presidenza del Consiglio dei Ministri è in corso un vero e proprio braccio di ferro: La legge regionale sarda 31/2025 al vaglio della Corte è stata difatti varata dalla Sardegna mesi dopo e in diretta risposta alla sentenza costituzionale 28/2025 con cui la Consulta aveva già messo il veto ai precedenti tentativi di blocco messi in atto dalla Regione (legge regionale 5/2024 che stabilendo una moratoria transitoria di 18 mesi fermava sul territorio regionale qualsiasi nuovo cantiere di energia rinnovabile in attesa della definizione delle aree idonee e dell’aggiornamento del Piano Paesaggistico Regionale – Ppr). I giudici costituzionali avevano infatti dichiarato illegittima la moratoria, dal momento che le regioni non possono sospendere i regolamenti nazionali in attesa di decidere le proprie mappe. Per questo con una contromossa la Sardegna ha emanato la legge 31/2025 in cui, pur non parlando di moratoria, ha inserito un blocco automatico a tutte le autorizzazioni pendenti e future in attesa di un regolamento tecnico da fare in 90 giorni per gestire le aree non idonee. Trattandosi secondo lo Stato di una moratoria…
Fonte www.adnkronos.com 2026-06-08 10:22:09


