Si accende la speranza di una prevenzione farmacologica contro il cancro al polmone, primo killer oncologico nel mondo. Un gruppo di scienziati guidati dal Francis Crick Institute e dall’University College London (Ucl), finanziati fra gli altri da Cancer Research Uk e dal Consiglio europeo della ricerca (Erc), hanno identificato con l’aiuto dell’Ai una ‘firma’ ematica in grado di predire il rischio di ammalarsi di carcinoma polmonare. Si tratta di 14 proteine presenti nel sangue, che permettono di prevedere la probabilità di sviluppare il tumore con oltre 5 anni di anticipo rispetto alla diagnosi.
Combinando questa firma proteica con la conoscenza di come l’infiammazione innesca il cancro, il team è riuscito a individurare le persone più a rischio che potrebbero beneficiare della somministrazione di farmaci preventivi. Allo studio, pubblicato su ‘Cell’, ha dedicato un articolo anche il ‘New York Times’ che cita un esperto statunitense non coinvolto nella ricerca: Douglas Arenberg, professore di Medicina all’università del Michigan, definisce la speranza di una strategia preventiva per il cancro al polmone il “vero e proprio Santo Graal” degli oncologi. Un tassello mancante da sempre, che ora sembra un traguardo più vicino. Gli autori, afferma, potrebbero aver identificato un marcatore biologico che “non solo predice il rischio di tumore, ma anche la probabilità di ottenere un beneficio da un farmaco specifico” a scopo preventivo.
Con l’avanzare dell’età – spiegano i ricercatori – le nostre cellule acquisiscono mutazioni che causano il cancro, ma che da sole raramente sono sufficienti a innescare un tumore. Un fattore scatenante ambientale, dallo smog al fumo, potrebbe essere necessario per trasformare le cellule mutate in cancerose. Attualmente lo screening per il cancro al polmone viene offerto soltanto alle persone oltre una certa età che hanno fumato in passato,…
Fonte www.adnkronos.com 2026-06-05 12:54:26


