Più di ottanta, tra sindaci e
amministratori della provincia di Cosenza, hanno partecipato a
Civita alla manifestazione ‘Colpevole d’innocenza
#SiamoTuttiTocci’, per esprimere solidarietà e vicinanza al
sindaco di Civita, Alessandro Tocci, condannato in primo grado a
4 anni e un mese nel processo per l’inondazione nelle Gole del
Raganello che provocò la morte di 10 persone.
Tra i presenti il presidente della Provincia di Cosenza
nonché sindaco di Montalto; Biagio Faragalli, l’assessore
regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo; il sindaco di
Cosenza, Franz Caruso; il sindaco di Corigliano Rossano, Flavio
Stasi; il sindaco di Cassano all’Ionio, Gianpaolo Iacobini.
“Abbiamo sentito la necessità, un obbligo morale, di stare
vicino a un nostro collega. Riteniamo questa sentenza ingiusta,
ancora non abbiamo letto le motivazioni. Siamo consapevoli del
nostro ruolo, delle nostre responsabilità e siamo sicuri che il
sindaco Tocci non ne abbia alcuna. È stata una tragedia e,
ancora oggi, è una tragedia, una ferita aperta per tutta la
comunità. Ci sono state delle vittime, quindi siamo
assolutamente affranti per quello che è capitato.
Ma non è possibile individuare un capro espiatorio in questo
modo, non è possibile riconoscere alcuna responsabilità a un
amministratore perché semplicemente è piovuto. Questa è la
verità”, ha affermato Lucio Di Gioia, sindaco di Cerisano, uno
dei promotori dell’iniziativa. “Un’allerta gialla, nessuna
indicazione di pericolo in particolare che potesse suscitare un
obbligo”, ha aggiunto, definendo “inaccettabile che ci siano
delle norme che pongano quasi una responsabilità oggettiva in
capo a noi sindaci”.
“L’hashtag che abbiamo indicato #SiamotuttiTocci è per
dimostrare – ha spiegato Paolo Pappaterra, sindaco di Mormanno,
anche lui tra i promotori dell’iniziativa – che quello che è
accaduto ad Alessandro può accadere a ciascuno di noi, a ogni
sindaco d’Italia. Di fronte a eventi imprevedibili se il capro
espiatorio viene sempre trovato nel sindaco della comunità
amministrata, evidentemente, c’è qualcosa nel sistema
legislativo che non funziona”.
“Siamo qui – ha proseguito Pappaterra – per chiedere al
legislatore delle modifiche e delle iniziative di legge che, in
qualche modo, permettano ai sindaci di avere una posizione
equilibrata. Non chiediamo né immunità, non chiediamo impunità,
ma chiediamo semplicemente di poter amministrare con regole
certe e chiare”.
“Altrimenti il sindaco che deve essere, come dire,
onnicomprensivo di ogni responsabilità crea un disagio
fortissimo nel sistema democratico delle autonomie locali. E noi
di fronte a questo non possiamo assolutamente far finta di
nulla. Noi rispettiamo la magistratura sempre, rispettiamo le
sentenze sempre, ma è un nostro diritto e anche, aggiungerei,
anche un nostro dovere riflettere su quello che è accaduto ad
Alessandro e che su quello che potrebbe accadere a ciascuno di
noi”, ha concluso Pappaterra.
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Fonte www.ansa.it 2026-05-30 11:09:08

