“Si sta abbassando sempre più il
livello morale ed etico e si abbassa sempre più l’età dei
soggetti che commettono reati. Crimini che fino a qualche anno
fa venivano commessi da adulti, oggi vedono protagonisti
ragazzini anche di 12, 13 o 14 anni che commettono omicidi. È un
fenomeno che sta crescendo e sta sfuggendo di mano”. Lo ha
dichiarato il procuratore della Repubblica di Napoli, Nicola
Gratteri, intervenendo all’Università della Calabria in
occasione del seminario “Educare alla legalità tra prevenzione e
recupero. Sulle seconde possibilità”, promosso nell’ambito del
master di secondo livello diretto dalla professoressa Teodora
Pezzano.
Secondo il magistrato, per invertire la rotta è necessario un
approccio strutturale e coordinato. “Bisogna intervenire
contestualmente su più fattori, anzitutto – ha sottolineato –
con investimenti di medio e lungo periodo. Significa investire
in istruzione, realizzare una scuola a tempo pieno e sostenere
il terzo settore. Anche il volontariato ha dei costi di gestione
e delle strutture da mantenere. La violenza è il risultato di
una serie di concause e, proprio per questo, bisogna intervenire
su ciascuna di esse”.
Sollecitato sul tema del convegno, dedicato al riscatto
sociale, il procuratore ha ribadito l’importanza della
riabilitazione per i minori. “Si può sbagliare – ha detto – ci
si può rialzare e si deve dare una seconda possibilità. Abbiamo
scritto un libro proprio per lanciare questo messaggio, che
consideriamo una necessità assoluta, soprattutto per i ragazzi
che si trovano nelle comunità o in carcere. Dobbiamo fare di
tutto per garantire loro questa opportunità”.
“Ai ragazzi – ha concluso Gratteri – dico di studiare tanto
per colmare il divario con i giovani del Nord, che beneficiano
di maggiori opportunità e infrastrutture sul territorio. Proprio
per questo sono fermamente contrario all’autonomia
differenziata: prima di attuarla, lo Stato deve garantire al Sud
le stesse infrastrutture di cui godono Veneto, Lombardia ed
Emilia-Romagna. Altrimenti è come correre i cento metri partendo
dieci metri dietro agli altri. Noi vogliamo un’Italia unita, non
una nazione ulteriormente separata, né sul piano formale né su
quello sostanziale”.
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Fonte www.ansa.it 2026-05-15 16:41:08

