L’apertura ad Azione di Carlo Calenda (“le porte del governo, le porte mie personali, per chi ha voglia di confrontarsi nel merito di questioni che in ogni caso impattano su ciascuno di noi, saranno sempre aperte”). L’invito alla serietà: “Non c’è da parte mia nessuna volontà di organizzare delle passerelle”, ricordando la situazione difficile che abbiamo di fronte, economica e internazionale. Le repliche punto su punto al Pd, che le sottopone oltre venti temi, tanti quanto bastano a farle dire che “siamo nel quizzone finale di un gioco a premi immagino”. L’attacco al M5S sull’evergreen del superbonus (“una misura elettorale fuori controllo che graverà sui conti dello Stato fino al 2027”). E qualche scintilla con Matteo Renzi, che la incalza sull’azione di governo da qui alla fine della legislatura. Il ‘Premier Time’ di Giorgia Meloni in Senato, dura quanto una partita di calcio, 90 minuti, che vedono la presidente del Consiglio replicare alle domande delle opposizioni, che si rivelano un j’accuse su vari temi, con il presidente La Russa, che più di una volta usa il fischietto per invitare a tenere bassi i toni di chi rumoreggia in Aula, come il senatore pentastellato Licheri, richiamato più volte.
Cabina di regia e apertura alle opposizioni
“Siamo di fronte a un quadro economico e internazionale particolarmente complesso e le tensioni geopolitiche incideranno come già stanno incidendo, sulla crescita, sull’energia sulla competitvità delle impresem sul potere di acquisto delle famiglie. In un momento che facile non è, dovrebbe esserci meno spazio per la polemica e più spazio per un confronto concreto sulle grandi questioni strategiche che riguardano l’Italia”, dice al leader di Azione, Carlo Calenda, il primo a intervenire in Aula che le chiede di aprire “una cabina di regia” per dare soluzione condivisa tra tutte le forze ai tanti dossier aperti.
“Le porte del governo, le…
Fonte www.adnkronos.com 2026-05-13 22:04:14


