“Credo proprio che si stiano
cacciando via dei soldi e penso da questo punto di vista sarebbe
utile che il governo cominciasse ad avere l’umiltà di ascoltare
quello che dicono le persone”. Così Maurizio Landini sul decreto
Ponte parlando con i giornalisti a Lamezia Terme.
“Il referendum – ha aggiunto – dovrebbe essere un segno. La
maggioranza di questo Paese non è d’accordo con le politiche che
stanno facendo. Per chi governa ci sono momenti in cui deve
avere l’umiltà di saper ascoltare e credo che non ci sia nessun
italiano che pensa che il suo problema si risolva attraverso il
Ponte sullo Stretto. Anzi, abbiamo il problema non di costruire
ponti, ma di costruire ferrovie, strade, infrastrutture. Di
tutto questo il governo non si sta occupando. Noi l’abbiamo
sempre detto che non era una priorità quell’opera”.
“Avere un’autonomia energetica – ha detto il leader della
Cgil – vuol dire investire, ma non vuol dire solo montare
pannelli o pale eoliche, vuol dire essere capaci anche di
costruire i pannelli e le pale eoliche, significa sfruttare
tutte le fonti che ci sono. Noi siamo al centro del Mediterraneo
e più che l’hub del gas potremmo essere un’esperienza nel mondo
di che cosa vuol dire utilizzare l’aria, l’acqua e il sole. E da
questo punto di vista costruire tutte quelle infrastrutture che
sono necessarie. Sono il primo a dire che non si può fare con la
bacchetta magica e in un giorno, però stiamo perdendo anni. Mi
limito ad osservare che altri Paesi in Europa che hanno fatto
queste scelte oggi sono in un’altra condizione. La Spagna,
diversamente da noi, ha investito sulle energie rinnovabili. Ha
disaccoppiato il prezzo del gas rispetto all’energia. Ed oggi è
il Paese in Europa che paga meno energia, che ha più
investimenti esteri e che sta migliorando la propria produzione
mentre noi stiamo vedendo settori strategici, dall’auto alla
chimica di base alla siderurgia, che rischiano di saltare e di
sparire”.
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Fonte www.ansa.it 2026-05-08 14:57:59

