Dall’introduzione della categoria di ‘arma bianca urbana’ alle zone rosse anti-lame fino a pene più severe rispetto a quelle stabilite dal decreto sicurezza (Dl 23/2026): sono le misure contenute nella bozza normativa elaborata dalle Camere Penali Internazionali, già trasmessa le scorse ore ai capigruppo parlamentari di Camera e Senato. Definita come ‘decreto anti-machete’, la proposta, costruita sulla scorta del diritto australiano, è finalizzata a modificare e rafforzare in modo organico la disciplina sul porto e sull’uso illecito di armi da punta e da taglio.
Cuore dell’iniziativa è impedire che la lama diventi ‘accessorio urbano’ e nasce dall’esigenza di offrire una risposta normativa chiara, uniforme e incisiva al crescente fenomeno della circolazione di coltelli, machete e lame negli spazi pubblici, sempre più frequentemente coinvolti in episodi di violenza, soprattutto in contesti urbani, giovanili e di aggregazione. “Il principio è semplice: nessuno deve poter circolare in luogo pubblico con lame o strumenti da taglio, salvo un motivo concreto, attuale e verificabile legato ad attività lecite”, spiegano gli avvocati che hanno elaborato il testo, prima tra tutti, Benedetta D’Aloisi, segretaria Comitato Alta Scuola del Diritto Penale Internazionale e delle Estradizioni. In questa prospettiva, la proposta recepisce l’impostazione già adottata nel Regno Unito, che punisce il possesso pubblico di articoli con lama o punta in assenza di giustificato motivo, nonché il modello australiano dello Stato di Victoria, che ha introdotto una disciplina emergenziale vietando possesso, uso, porto, trasporto e vendita dei machete, salvo specifiche esenzioni.
Tra i punti qualificanti del testo vi è l’introduzione della categoria di ‘arma bianca urbana’, volta a ricomprendere in un’unica nozione coltelli, machete, pugnali, lame occultate o camuffate e strumenti da punta o taglio…
Fonte www.adnkronos.com 2026-05-06 14:07:39


