“Dieci anni fa veniva uccisa
Maria Chindamo, donna, madre, imprenditrice coraggiosa. Una
storia che non può e non deve essere dimenticata. Maria
rappresenta tutte le donne che ogni giorno lottano per la
propria libertà, per il diritto di scegliere, di costruire, di
vivere senza paura”. Lo scrive su Instagram la presidente della
Commissione parlamentare antimafia ricordando l’imprenditrice di
44 anni di Laureana di Borrello (Reggio Calabria), rapita e
uccisa a Limbadi (Vibo Valentia) il 6 maggio 2016 e il cui corpo
– secondo la ricostruzione della Dda di Catanzaro – è stato poi
dato in pasto ai maiali e i resti distrutti con la fresa di un
trattore.
“Maria – prosegue Colosimo – aveva scelto di restare nella
propria terra e di affermare, con coraggio la sua autonomia e la
sua dignità. Per questo è stata colpita dalla ‘Ndrangheta. Il
suo nome è diventato simbolo di dignità, di legalità, di una
battaglia ancora aperta contro ogni forma di criminalità,
violenza e sopraffazione”.
“Ricordarla oggi – afferma la presidente della Commissione
antimafia – non è solo un atto di memoria, ma un impegno per
trasformare il dolore in consapevolezza, il silenzio in voce. Le
istituzioni, la società civile, ciascuno di noi è chiamato a
fare la propria parte: per affermare con forza che nessuna donna
deve essere lasciata sola, che la legalità e la giustizia non
sono principi astratti, ma diritti concreti da difendere ogni
giorno”.
“A dieci anni dalla sua scomparsa – conclude Chiara Colosimo
– Maria Chindamo continua a parlarci. Sta a noi ascoltarla,
ricordarla, e agire. Perché la memoria diventi futuro”.
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Fonte www.ansa.it 2026-05-06 10:45:25

