Era partita da Ushuaia, in Argentina, l’1 aprile 2026 la nave da crociera oggi assediata da un sospetto focolaio di hantavirus. Nome: MV Hondius. Nel dettaglio, si tratta di una nave da spedizione, con passeggeri che sbarcavano su diverse isole dell’Oceano Atlantico per dedicarsi al birdwatching e ad altre attività e non si esclude che possa esserci una fonte di esposizione al virus proprio su queste isole. Ogni dettaglio del viaggio è finito sotto la lente degli esperti coordinati dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), che definiscono basso il rischio a livello globale legato al focolaio ma vogliono ricostruirne la dinamica. Obiettivo: capire l’origine delle infezioni che hanno provocato finora 7 casi (2 confermati e 5 sospetti) con 3 morti.
Come spiegato a Ginevra,
un’ipotesi è che le prime infezioni possano essersi verificate al di fuori della nave e che possa esserci stata una trasmissione da uomo a uomo, tra persone a stretto contatto.
Il percorso della nave
Intanto in un focus dell’Oms è stato ricostruito l’itinerario seguito dall’imbarcazione con i suoi 88 passeggeri e 59 membri dell’equipaggio (totale 147 persone) attraverso l’Atlantico meridionale. Il viaggio ha previsto numerose soste in regioni remote ed ecologicamente diverse: Antartide continentale, Georgia del Sud, Isola Nightingale, Tristan da Cunha, Sant’Elena e Isola di Ascensione.
“Non è stato possibile determinare l’entità del contatto dei passeggeri con la fauna locale durante il viaggio, o prima dell’imbarco a Ushuaia”, spiega l’agenzia nel report. A bordo, passeggeri ed equipaggio rappresentano 23 nazionalità. Le autorità degli Stati parte coinvolti nella gestione dell’evento fino ad oggi – Capo Verde, Paesi Bassi, Spagna, Sudafrica e Regno Unito – hanno avviato misure di risposta coordinate, tra cui, in collaborazione continua tra l’Oms e i Focal Point nazionali del Regolamento sanitario…
Fonte www.adnkronos.com 2026-05-05 22:08:13


