Nella cura dell’asma grave, “serve un approccio multidisciplinare e personalizzato, capace di riconoscere e prevenire le riacutizzazioni e, soprattutto, di ridurre il carico di malattia, che spesso compromette significativamente la qualità di vita”. Così Vincenzo Patella, presidente Siaaic-Società italiana di allergologia, asma e immunologia clinica, in occasione della Giornata mondiale dell’asma che si celebra oggi, 5 maggio, fa il punto sulle principali sfide nella gestione della patologia che interessa circa “l’8-10% della popolazione italiana, ma che, fortunatamente, nel 95% dei casi, si presenta con forme lievi o moderate. Le forme gravi, meno frequenti – spiega – sono però quelle che, dal punto di vista dei costi di assistenza sanitaria, rappresentano oltre il 90% della spesa totale per il trattamento dell’asma. Quindi abbiamo un importante compito anche in termini di sostenibilità delle cure”.
Una delle principali problematiche di oggi riguarda il come affrontare i diversi modi con cui si manifesta l’asma grave che “non è un’unica malattia e si presenta con diversi fenotipi – chiarisce Patella – Un altro aspetto molto importante da gestire riguarda il ritardo diagnostico: un paziente che presenta i primi sintomi gravi”, spesso arriva alla diagnosi “anche dopo un accesso in pronto soccorso o un ricovero, quindi molto tardi”. A questi problemi si aggiunge poi quello “dell’uso eccessivo dei corticosteroidi e quello delle comorbidità, cioè delle patologie correlate all’asma, come la rinosinusite e la poliposi. Spesso il paziente è anche allergico, con patologie associate come allergie alimentari o anafilassi da alimenti”.
In questo contesto, i farmaci anti-interleuchina-5 (anti-Il5) hanno “trasformato la gestione dell’asma, soprattutto di quello eosinofilico, in cui si riconosce come elemento clinico e di laboratorio la presenza di eosinofili -…
Fonte www.adnkronos.com 2026-05-05 15:35:00


