Si è fermata negli uffici
del Segretariato generale del Consiglio regionale della Calabria
la richiesta di referendum sulla riforma dello Statuto che
prevede l’ampliamento da 7 a 9 degli assessori regionali e la
nomina di due sottosegretari. E’ quanto si legge in una nota
dopo che ieri pomeriggio 7 consiglieri in rappresentanza di
tutti i gruppi consiliari di minoranza “si sono recati dal
segretario generale Tommaso Calabrò per depositare l’istanza
‘richiesta di referendum popolare’ ma il verbale firmato nelle
stanze del Segretariato generale è netto: l’iter ‘non può essere
avviato’. Un passaggio che, al di là del tecnicismo, viene letto
dall’opposizione come un blocco della volontà popolare”.
A presentare la richiesta i consiglieri regionali Ernesto
Alecci, Rosellina Madeo, Giuseppe Falcomatà e Giuseppe Ranuccio
(Pd); Enzo Bruno (Tridico Presidente); Elisabetta Barbuto
(Movimento 5 Stelle) e Francesco De Cicco (Democratici
Progressisti). “Viene impedito ai cittadini di scegliere”, è
scritto nella nota. “Non si tratta, dunque – spiegano i 7
consiglieri – di un atto politico generico ma dell’utilizzo di
uno strumento preciso di democrazia previsto dall’ordinamento,
pensato proprio per garantire un controllo diretto dei cittadini
sulle modifiche fondamentali delle istituzioni regionali.
Eppure, a fronte di questa richiesta, la procedura è stata
bloccata sul piano tecnico, con la motivazione che l’iter non
può essere avviato in base alla normativa regionale vigente. Una
decisione che apre un evidente nodo istituzionale: da un lato un
diritto riconosciuto dalla Costituzione, dall’altro una norma
regionale che ne impedisce l’attuazione concreta. Viene meno la
possibilità per i cittadini di intervenire direttamente su
scelte che incidono sull’assetto e sul funzionamento della
Regione”.
“La questione, dunque, non è soltanto giuridica, ma
profondamente politica: riguarda il rapporto tra istituzioni e
cittadini e la concreta possibilità di esercitare i diritti di
partecipazione previsti dalla Costituzione. L’obiettivo resta
uno solo: garantire che su scelte così rilevanti sia il popolo
calabrese ad avere l’ultima parola” spiegano ancora i sette
consiglieri regionali.
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Fonte www.ansa.it 2026-04-29 14:13:55

