La vitamina D non è solo un nutriente, ma un vero e proprio ‘interruttore biologico’ che regola il nostro sistema immunitario e la salute delle ossa. “Tuttavia, per massimizzarne l’efficacia non basta semplicemente assumerla: bisogna sapere come farlo correttamente. Basandoci sulle evidenze scientifiche, ecco un approfondimento sulle modalità ottimali di assunzione”. Lo spiega all’Adnkronos Salute Mauro Minelli, immunologo e docente di Nutrizione clinica all’università Lum Giuseppe Degennaro.
Mattina o sera, esiste un orario ideale?
“Sebbene la vitamina D possa essere assunta in qualsiasi momento della giornata, la ricerca suggerisce alcune considerazioni importanti – risponde Minelli – Essendo una vitamina liposolubile, la vitamina D necessita della presenza di grassi per essere assorbita dall’intestino. Pertanto, il momento ideale è in corrispondenza del pasto principale della giornata (che sia pranzo o cena), purché contenga una quota di grassi sani (olio extravergine d’oliva, pesce, frutta secca)”.
Impatto sul sonno
“Alcuni studi osservazionali indicano che l’assunzione di dosi elevate di vitamina D la sera potrebbe interferire con la produzione di melatonina, influenzando potenzialmente la qualità del sonno in soggetti sensibili. Se si riscontrano difficoltà a dormire, è consigliabile assumerla a colazione o a pranzo”, suggerisce l’immunologo.
I cibi ‘nemici’
“Più che di ‘divieti’, è corretto parlare di interferenze che possono ridurne la biodisponibilità – indica Minelli – Eccesso di fibre: una dieta estremamente ricca di fibre vegetali (se assunte contemporaneamente all’integratore) può accelerare il transito intestinale o ‘sequestrare’ parte della vitamina, riducendone l’assorbimento. E’ preferibile distanziare l’assunzione di integratori di fibre dalla vitamina D. Sostituti del grasso e farmaci per il peso: l’uso di prodotti che inibiscono l’assorbimento dei…
Fonte www.adnkronos.com 2026-04-27 11:58:00


