In piazza con una maschera bianca
ed un cartello con la scritta “non siamo fantasmi, siamo
lavoratori”. È il flash mob andato in scena stamani davanti al
Comune di Crotone organizzato dal sindacato Confial che ha
portato in piazza i lavoratori di Konecta R, azienda che si
occupa della dematerializzazione delle cartelle cliniche
calabresi. Un progetto finanziato con 15 milioni di euro dalla
Regione Calabria e 5 dal Governo che a fine dicembre 2024 ha
permesso di trovare una via d’uscita occupazionale ai dipendenti
della Abramo C.C.
A causa della carenza di lavoro, Konecta, dal 9 aprile, ha
ottenuto la possibilità di ricorrere alla cassa integrazione per
654 dipendenti. Una misura di 4,3 milioni di euro fino al 31
dicembre 2026, che impatta su Crotone con 387 lavoratori messi
in cassa integrazione a fronte dei 180 di Rende (Cosenza) e
degli 87 di Settingiano (Catanzaro). Ma la cassa integrazione
non è per tutti. Al centro della protesta ci sono, in
particolare i 74 ex lavoratori a progetto (Lap), precari storici
che nonostante le rassicurazioni istituzionali, non sono mai
stati riassorbiti a tempo indeterminato nel nuovo piano
regionale. Il prossimo 18 maggio scadrà il contratto a termine e
si ritroveranno senza stipendio e senza accesso agli
ammortizzatori sociali.
Per denunciare il proprio status e il
rischio imminente di disoccupazione, la protesta. Iniziativa a
cui ha preso parte, indossando la maschera in segno di
solidarietà, anche il sindaco Vincenzo Voce.
“Questi 74 lavoratori vengono trattati come fantasmi,
nonostante siano un elemento importante della catena produttiva
della digitalizzazione – ha dichiarato Fabio Tomaino, segretario
provinciale Confial -. Oggi dimostrano di avere dignità e
scendono in piazza nel momento in cui il loro lavoro diventa
incerto e manca l’interlocuzione istituzionale. E’ mancata
un’attività di monitoraggio e di controllo sull’utilizzo dei
soldi pubblici, che pure era prevista negli accordi. Stiamo
preparando un esposto da presentare a Corte dei Conti e Procura
della Repubblica. Chi viene in Calabria non può utilizzare i
fondi dei cittadini calabresi e lasciare precarietà e crisi”.
Della vicenda si parlerà in un tavolo in Prefettura il 24
aprile.
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Fonte www.ansa.it 2026-04-22 11:35:12

