Stop al ‘fai da te’ delle Zone Blu. Le aree del mondo che aspirano a essere riconosciute ‘case della longevità‘ dovranno dimostrare di avere requisiti “precisi e misurabili” fissati dalla scienza. A proporre “criteri rigorosi” per definire le Blue Zones è un team internazionale di ricercatori esperti in demografia, invecchiamento e validazione dell’età, sotto l’egida dell’American Federation for Aging Research (Afar) che annuncia la novità: “Dopo 2 decenni di fascinazione, tentativi di imitazione e dibattiti”, ci sarà “uno standard” da rispettare per i paesi che vorranno guadagnarsi la qualifica. “L’annuncio si applica alle Zone Blu più note – Nicoya in Costa Rica, Okinawa in Giappone e 6 villaggi nella regione dell’Ogliastra in Sardegna – e stabilisce un chiaro parametro scientifico per la valutazione di future rivendicazioni”. Col nuovo ‘identikit’, dunque, si intende “sostituire l’uso improprio e diffuso del termine Zona Blu con una definizione scientica formale basata su dati demografici validati e su una revisione trasparente”.
L’iniziativa, spiegano i promotori, arriva in un momento cruciale per la ricerca sulla longevità. L’interesse scientifico per le Zone Blu è aumentato dopo la loro definitiva validazione in un articolo pubblicato l’anno scorso su ‘The Gerontologist’, che ha contribuito a dissipare i dubbi di lunga data sull’esistenza di queste popolazioni con una longevità eccezionale. Con la pubblicazione il dibattito si è spostato dall’esistenza effettiva delle Blue Zones alla loro definizione, misurazione e analisi. Oggi è stato compiuto il passo successivo: la proposta, appunto, di criteri ad hoc per identificare le Zone Blu. L’articolo scientifico che descrive la verifica di questi metodi è attualmente in fase di revisione presso un’importante rivista scientifica, riferisce l’Afar. In termini pratici, i metodi per confermare sia le età straordinarie sia le…
Fonte www.adnkronos.com 2026-04-19 05:25:27


