In Italia ogni anno più di 71mila donne vengono colpite da un tumore della mammella o ginecologico. Più del 40% delle pazienti vorrebbe ricevere assistenza e cura per risolvere i problemi sessuali secondari alla diagnosi e ai trattamenti oncologici. Tuttavia, solo il 7% ha effettivamente richiesto un’assistenza specifica consultando gli specialisti. L’oncologia medica necessita di nuove competenze integrate per migliorare la gestione complessiva delle pazienti. Serve una nuova visione che unisca l’innovazione clinica a una maggiore attenzione alla qualità di vita e all’ascolto dei bisogni fisici, psicologici e sociali delle donne. Per favorire un confronto sull’evoluzione delle cure, si svolge a Solomeo (Perugia) il convegno nazionale ‘Mi amo ancora, la donna e i tumori femminili’, ‘Io con il mio Io, io nella società’. L’evento si apre oggi e vede riuniti in terra umbra per 2 giorni oltre 60 specialisti provenienti da tutta Italia.
“Ogni singolo caso di tumore determina profondi e difficili cambiamenti nella vita di tutti i giorni – sottolinea Alessandra Fabi, membro del direttivo nazionale di Aiom (Associazione italiana di oncologia medica) e responsabile scientifico del convegno di Solomeo – Trattiamo da molti anni il tema della qualità di vita della donna affetta da tumore, ma solo da poco tempo si è cominciato a studiare il tema della sessualità e della intimità anche nell’ambito della comunità Lgbtq+. Le attuali probabilità di guarigione sono aumentate e oggi superano il 70% solo per il cancro del seno. Per quelli al collo e al corpo dell’utero si attestano rispettivamente al 58% e al 69%. Per il carcinoma ovarico la percentuale scende al 32%, ma stiamo assistendo ai primi miglioramenti. Vi sono perciò nuove necessità per un numero crescente di pazienti che riescono a vivere, dopo la malattia, ma devono affrontare una sfida emotiva non indifferente”.
“Le donne incontrano…
Fonte www.adnkronos.com 2026-04-17 14:34:47


