“Mentre il mondo globale scivola verso la più inquietante, spaventosa, quasi agghiacciante imprevedibilità, la nostra politica di casa si rifugia nella celebrazione della sua più stanca e ovvia prevedibilità. Tutto sembra svolgersi nel rispetto del copione, come se ogni confronto servisse solo a ribadire il già detto senza che mai un guizzo, una sorpresa, una qualche forma di originalità possa far pensare che dietro le parole ci sia stata una riflessione capace di scompaginare le finte certezze del giorno prima e di quello prima ancora.
Certo fa paura l’altalena altrui. E quel fiume in piena di esternazioni e manovre trumpiane che seguono il filo (il)logico della sua abominevole follia comprensibilmente induce le persone con un po’ di sale in zucca a cercare di presidiare quel che resta delle proprie certezze. E dunque si può capire che non appena si accendono i riflettori i vari Meloni, Schlein, Conte e chi più ne ha più ne metta siano portati a evitare di salire anche loro sull’ottovolante dei colpi di fantasia. Non si invoca il situazionismo, certo no. E però si vorrebbero ascoltare discorsi meno scontati di quelli pronunciati nei due confronti parlamentari dei giorni scorsi. Giusto quel tanto che basta a dar l’idea che chi ha redatto quei testi ci ha pensato almeno un po’ e magari non si è affidato ciecamente alla luce dell’intelligenza artificiale.
E invece, senza voler mancare di rispetto né ai relatori né ai loro eventuali e diligenti amanuensi, sembrava che tutto dovesse scorrere lungo binari prestabiliti. Ognuno pronto a issare le proprie bandiere secondo i codici dell’ovvio. Una premier che non spende una parola per guardare in faccia una sconfitta clamorosa e imprevista. E uno stuolo di oppositori che sembrano ancora affacciati sui palchi di qualche giorno prima. Come a dire che la crisi globale che sconvolge il mondo di oggi può solo trovare le sue…
Fonte www.adnkronos.com 2026-04-12 08:42:21


