Sotto lo stesso tetto, con i coinquilini, che siano familiari o amici, si condivide un po’ tutto. I pasti, gli ambienti e gli spazi comuni, le stoviglie e gli elettrodomestici, talvolta i vestiti. E persino i propri batteri personali, secondo un nuovo studio dell’University of East Anglia, ateneo del Regno Unito. Gli autori del lavoro, pubblicato sulla rivista ‘Molecular Ecology’, hanno indagato in particolare su questo scambio ‘invisibile’ e suggeriscono che vivere con gli amici potrebbe alterare silenziosamente la flora intestinale. A svelare questo effetto della convivenza è una colonia di minuscoli uccelli canterini che abita in un’isola delle Seychelles (l’isola di Cousin). Si tratta della cannaiola delle Seychelles. La ricerca svela che questi volatili condividono una maggiore quantità di batteri intestinali con gli uccelli con cui trascorrono più tempo. E il team di autori afferma che lo stesso principio si applica quasi certamente anche agli esseri umani.
Lo studio
Precedenti studi sull’uomo avevano già accennato a questo fenomeno: coniugi e conviventi di lunga data spesso presentano microbiomi intestinali più simili rispetto agli estranei, anche quando le loro diete sono diverse. Ma la nuova ricerca sugli uccelli fornisce prove insolitamente chiare di come la vicinanza sociale stessa, e non solo l’ambiente condiviso, influenzi lo scambio di batteri intestinali. I ricercatori hanno raccolto campioni fecali dalla popolazione di cannaiola isolana, che sono stati poi utilizzati per analizzare il microbioma degli uccelli, cioè le diverse comunità di batteri ‘buoni’ che vivono nel loro apparato digerente. “Per scoprire come i batteri intestinali si diffondono tra i partner sociali, abbiamo raccolto meticolosamente centinaia di campioni per diversi anni da uccelli con ruoli sociali noti: coppie riproduttive, aiutanti e non aiutanti che vivono nello stesso gruppo e in gruppi…
Fonte www.adnkronos.com 2026-04-10 11:58:00


