C’è un passaggio, nel discorso che Giorgia Meloni sta limando in queste ore, che nell’esecutivo considerano il cuore politico dell’informativa in programma domani, giovedì 9 aprile, a Montecitorio e Palazzo Madama. Non riguarda le misure, né i numeri. Ma il clima. E soprattutto il tono: un appello all’unità che la premier potrebbe rivolgere direttamente alle opposizioni, ancora una volta, chiedendo compattezza davanti a una fase che nel governo definiscono senza esitazioni “delicatissima”.
Il punto di caduta è la crisi iraniana, con uno scenario internazionale che – tra escalation militare e il rischio di uno choc energetico – viene letto ai piani alti di Palazzo Chigi con crescente inquietudine. Non solo per il rischio di un allargamento del conflitto, ma per quello che più d’un ministro, in queste ore, descrive come il ritorno di uno spettro rimosso: quello nucleare. È su questo terreno che la presidente del Consiglio proverà a spostare il baricentro del confronto parlamentare, chiedendo una tregua – almeno temporanea – nello scontro politico.
Un messaggio che, non a caso, è stato anticipato in Aula da Guido Crosetto. Nel pieno dell’informativa sulle basi Usa, il titolare della Difesa ha scelto parole tutt’altro che casuali: il Paese, ha detto, “ha bisogno di unità per difendersi da una follia che sembra aver preso il mondo”. Un richiamo netto, costruito attorno all’idea che la sicurezza nazionale – e il posizionamento internazionale dell’Italia – non possano diventare terreno di scontro.
Ma dietro la richiesta di unità c’è anche un’altra preoccupazione, più concreta e immediata. Ed è quella che riguarda l’energia. Il dossier che in queste ore occupa stabilmente i tavoli tecnici del governo è quello delle ricadute del blocco dello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per le forniture globali. Gli scenari che circolano in queste ore – tra…
Fonte www.adnkronos.com 2026-04-07 22:02:29


