C’è un orologio dentro ognuno di noi. E le sue lancette scandiscono il tempo a un ritmo diverso da quello che indossiamo al polso. Per scoprirlo basta un test del capello. Lo ha sviluppato un team della Charité – Universitätsmedizin di Berlino ed è in grado di determinare il cronotipo di una persona in base all’analisi delle radici. Obiettivo: gettare le basi per la medicina circadiana, cioè una medicina più in sintonia con l’orologio biologico interno del corpo umano. Applicato a circa 4mila persone, il nuovo metodo ha anche rivelato che uomini e donne differiscono leggermente nei loro bioritmi e che lo stile di vita ha un’influenza maggiore di quanto si pensasse in precedenza. I risultati del lavoro sono pubblicati sulla rivista ‘Pnas’. Uno studio che arriva proprio pochi giorni dopo che l’Italia ha affrontato il passaggio all’ora legale (lancette avanti di 60 minuti e un’ora in meno di sonno). Proprio in questi momenti delicati si può creare uno sfasamento più evidente: l’ora cambia, l’organismo no. E molte persone in questa circostanza percepiscono in maniera più consapevole il proprio orologio biologico: sperimentano una sorta di ‘jet lag’, perché l’orario ‘sociale’ e il loro ritmo interno non sono più sincronizzati.
Ma i bioritmi influenzano non solo il sonno, anche il metabolismo e persino gli effetti dei farmaci. “Ad esempio – spiega Achim Kramer, responsabile della Divisione di cronobiologia nel Dipartimento di anestesiologia e terapia intensiva della Charité – gli studi dimostrano che l’ora del giorno in cui vengono somministrate alcune immunoterapie contro il cancro può avere un impatto sostanziale sulla loro efficacia. Questo probabilmente perché, come la maggior parte degli organi del nostro corpo, anche il sistema immunitario segue un ritmo di circa 24 ore. E questo ritmo varia da persona a persona”.
L’obiettivo della medicina circadiana è quello di…
Fonte www.adnkronos.com 2026-04-03 05:02:27


