È stata inaugurata al
Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria l’installazione
espositiva “Mediterranee. Architettura e Design per Gianni
Versace”, realizzata dal dipartimento di Architettura e design
dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria. La mostra
resterà aperta fino al 3 maggio e si inserisce nell’ambito del
programma espositivo della mostra Gianni Versace Terra Mater.
Magna Graecia Roots Tribute, curata da Sabina Albano e Fabrizio
Sudano.
L’installazione rappresenta il risultato del lavoro
interdisciplinare degli studenti dei corsi di Architettura,
design e design per le culture mediterranee, che hanno
reinterpretato l’immaginario mediterraneo di Versace, integrando
le loro competenze progettuali con gli spazi e le architetture
del Museo. Oltre al direttore del Museo, Fabrizio Sudano, sono
intervenuti Giuseppe Zimbalatti, rettore dell’Università
Mediterranea, Tommaso Manfredi e Consuelo Nava, coordinatori del
comitato scientifico e curatoriale del progetto, Marinella
Arena, Alessandra Barresi, Nino Sulfaro e Marina Tornatora,
professori componenti del comitato scientifico e curatoriale, e
una rappresentanza degli studenti coinvolti.
L’esposizione comprende una disposizione di totem figurati
nella corte interna di Piazza Orsi, organizzati secondo una
scomposizione geometrica ispirata alla “greca” ricorrente nelle
creazioni del grande stilista, oltre a un videomapping sulla
facciata principale del Museo, che trasforma l’architettura e lo
spazio urbano in elementi attivi della narrazione visiva.
Sudano ha dichiarato che Il Museo archeologico nazionale di
Reggio Calabria “si conferma luogo aperto alla sperimentazione e
al dialogo tra discipline e che gli spazi, l’architettura e le
collezioni del Museo hanno agito come strumenti attivi della
progettualità dei giovani progettisti, contribuendo a creare un
dialogo continuo tra memoria, creatività e contemporaneità. In
questo contesto, il confronto tra linguaggi progettuali e
patrimonio culturale si traduce in un’esperienza capace di
valorizzare le radici mediterranee attraverso nuove forme di
interpretazione”.
Zimbalatti ha dichiarato di essere “particolarmente
soddisfatto dell’esito del progetto messo in atto dagli studenti
del dAeD, nell’ambito dell’encomiabile collaborazione tra
l’Università e il Museo archeologico nelle rispettive missioni
culturali, didattiche e di ricerca”. Missioni che l’Ateneo
reggino “persegue costantemente trasferendo alle giovani
generazioni gli strumenti per diventare attori primari della
promozione e della valorizzazione delle tante eccellenze
espresse dal territorio fertilissimo di memorie storiche e di
prospettive future di cui l’Università e il Museo sono presidi
imprescindibili”.
L’installazione si integra con le collezioni permanenti,
compresi i Bronzi di Riace, e con la stessa architettura del
Museo, creando relazioni visive e dialoghi progettuali attivi.
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Fonte www.ansa.it 2026-04-01 17:34:49

