La Corte d’Appello di Catanzaro
ha emesso la sentenza del processo “Petrolmafie-Dedalo”,
relativo al presunto traffico illecito di carburanti che,
secondo l’accusa, sarebbe stato gestito da gruppi criminali
legati ai clan del Vibonese. Il procedimento riguarda uno dei
principali filoni investigativi della Dda di Catanzaro sul
business dei carburanti e sul riciclaggio di capitali nel
settore petrolifero. Il collegio ha riformato in parte la
sentenza di primo grado pronunciata nel dicembre 2023,
rideterminando la pena per diversi imputati. Assolto l’ex
presidente della Provincia di Vibo, e per due volte sindaco di
Stefanaconi, Salvatore Solano (1 anno in primo grado) imputato
di corruzione elettorale.
Tra le riduzioni di pena più rilevanti quella nei confronti
di Giuseppe D’Amico, imprenditore ritenuto vicino al clan
Mancuso di Limbadi, la cui condanna passa da 30 a 16 anni di
reclusione; 15 anni invece per il fratello Antonio. Condanna
anche per Silvana Mancuso (11 anni), sorella dei maggiori boss
del casato mafioso di Limbadi e per Antonio Prenesti (12 anni e
6 mesi), ritenuto il braccio destro del boss Luigi Mancuso.
L’inchiesta ruota attorno al presunto sistema di
commercializzazione illecita di carburanti e il riciclaggio di
milioni di euro attraverso società petrolifere intestate a
prestanome.
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Fonte www.ansa.it 2026-03-10 20:13:43

